Assegni di cura, più che raddoppiati i fondi  18 A 50 Milioni di euro. Partono i controlli diretti per superare i ritardi burocratici nel minor tempo possibile.
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Assegni di cura, più che raddoppiati i fondi  18 A 50 Milioni di euro. Partono i controlli diretti per superare i ritardi burocratici nel minor tempo possibile.

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano oggi ha tenuto un conferenza stampa sul tema degli assegni di cura. Insieme ad Emiliano c’era l’assessore al Welfare, Salvatore Ruggeri.

“La Regione Puglia – ha detto il presidente – ha portato il finanziamento degli assegni di cura da 18 milioni di euro, a ben 50 milioni di euro. Eppure le famiglie si sono trovate per una serie di ragioni in una situazione di particolare disagio. C’è da chiedersi come sia possibile questa distonia, se la Regione ha portato il finanziamento è stato più che raddoppiato? Sarebbe in questo momento facile fare la conta delle responsabilità. A soli fini di chiarezza diciamo che le Asl hanno avuto una difficoltà – vedremo quanto oggettiva – nel riclassificare le categorie di disabilità gravi e gravissime”.

Emiliano ha ricordato che l’assegno di cura non copre l’aspetto sanitario delle malattie dei disabili, che è coperto dal servizio sanitario nazionale e per il quale si destina circa l’1% del budget sanitario per legge.

“L’assegno – ha spiegato – copre le spese del caregiver, ovvero del soggetto che aiuta la famiglia con un disabile, che è “assunto” tramite l’assegno di cura. Quando è stato varato il decreto pensavamo di passare da 2.700 unità, che erano gli avanti diritto in passato, a non più di 4.000.
Questo avrebbe impegnato le UVM, le unità di valutazione multidisciplinari, organi dei Distretti Sociosanitari delle Asl che fanno le valutazioni per stabilire il grado di invalidità, che in un tempo ragionevole avrebbero riclassificato tutti i richiedenti secondo il nuovo sistema.

Come organi di indirizzo politico, di fronte ai ritardi della riclassificazione generale, avevamo chiesto agli uffici di anticipare somme per dare continuità ai beneficiari degli assegni di cura degli anni passati, salvo conguagli.

Ma le associazioni hanno rifiutato questo anticipo perché pensavano che potesse determinare l’obbligo per alcuni di restituire poi i soldi percepiti, creando ulteriori problemi”

“Dopodichè – ha proseguito – credo che lo scorso 13 febbraio si sia determinato un equivoco, riportato anche a verbale: le associazioni hanno ritenuto che in sette giorni le Asl potessero rimediare a questo problema.

Ma lo stato di complessità era tale che nessuno poteva pensare che in soli sette giorni si potessero riclassificare tutti i richiedenti. E’ evidente che quanto riportato nel verbale rientra nella categoria giuridica “ad impossibilia nemo tenetur”: era impossibile che in così poco tempo  si potessero riclassificare 9.400 richiedenti con una nuova graduatoria completa, con un rapporto tra grado di invalidità e criterio socio economico.

Il sistema del welfare pugliese poi è stato colpito anche dalla tragedia della malattia dell’assessore Salvatore Negro, che fino a luglio scorso aveva ben chiaro il quadro della situazione.

Ma a questo punto il presidente della Regione Puglia non può che scusarsi con le famiglie di questi disguidi e promettere loro il massimo dell’impegno per recuperare i ritardi finora accumulati. Io e l’assessore siamo personalmente attivi per cercare di ottenere da ciascuna delle Asl il massimo della velocità possibile”.

Emiliano ha poi chiarito che si dovranno trovare meccanismi – grazie ai dati già in possesso delle Asl – per rendere automatici i criteri di formazione delle graduatorie, per non far presentare più domande a chi ne ha oggettivamente diritto e per evitare il “festival della burocrazia sbagliata”. Al tempo stesso i non aventi diritto dovranno invece essere scoraggiati dal depositare domande infondate.

“Per me – ha ribadito  Emiliano a margine della conferenza stampa – questa è stata una vicenda amara, perché io sono il Presidente che ha trovato al suo insediamento il finanziamento degli assegni di cura fissato a circa 18 milioni di euro e lo ha portato a 50 milioni.

Gli uffici delle ASL e gli altri uffici competenti rispetto a questa vicenda hanno avuto molti mesi per lanciare allarmi e rimediare e pur tuttavia – per una serie di ragioni delle quali ovviamente io mi assumo la responsabilità  –  sono stati accumulati ritardi gravi.

Dovremo assumere direttamente il controllo e la esecuzione delle operazioni adesso. Per cui da domani i direttori generali delle ASL, i direttori dei distretti e i dirigenti dell’ Assessorato al Welfare svolgeranno esclusivamente le attività di riclassificazione e di ricostruzione delle graduatorie degli aventi diritto agli assegni di cura e lo faranno nei tempi più stretti possibili, impiegando tutte le risorse necessarie al fine di rimediare agli errori che sono stati commessi.

Avrei voluto dire queste cose direttamente alle famiglie, ma vedo che non sono qui presenti sebbene invitate le associazioni che le rappresentano. Domani – per coloro che riterranno ancora utile incontrarmi – io sarò in Presidenza ad accogliere le associazioni e ribadire quanto detto oggi”.

 

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