AGRICOLTURA: LA LEGGE SUL “CHILOMETRO ZERO O UTILE” E LA “FILIERA CORTA” PRONTA AD APPRODARE IN AULA A MONTECITORIO

La Commissione Agricoltura della Camera licenzia la proposta normativa per la valorizzazione e la promozione del consumo di prodotti del territorio Si accinge ad essere calendarizzata nei lavori parlamentari della prossima settimana della Camera dei Deputati la proposta di legge sulla “filiera corta” ed il “chilometro zero o utile”. La Commissione Agricoltura di Montecitorio, infatti, ha dato il via libera alla norma nata dall’esigenza di fornire maggiori informazioni ai consumatori che sempre più costantemente prediligono i prodotti locali e che, di conseguenza, mira a sostenere le economie locali.

La proposta di legge – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – prevede la vendita diretta nei mercati alimentari dei prodotti a chilometro zero o utile, cui si aggiungono i prodotti della pesca freschi, pescati e trasformati a una distanza massima di 70 chilometri rispetto al luogo di vendita, e di quelli a filiera corta, vale a dire venduti con non più di un’intermediazione tra produttore e consumatore. Con decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo sono istituiti il logo ‘chilometro zero o utile’ e il logo ‘filiera corta’ per i prodotti agricoli e alimentari. Inoltre – prosegue il parlamentare M5S della Commissione Agricoltura della Camera – vengono stabilite le condizioni e le modalità di attribuzione del logo che sarà esposto nel luogo di vendita diretta, nei mercati, negli esercizi commerciali o di ristorazione nonché pubblicato in piattaforme informatiche di acquisto o distribuzione che forniscono i prodotti agricoli e alimentari, all’interno dei locali, anche della grande distribuzione, e in spazi espositivi appositamente dedicati. Si permette così agli esercizi commerciali ed ai ristoranti di distinguersi dagli altri: praticamente, una forma gratuita di pubblicità! Oltre ciò – conclude il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – si dispone che i Comuni possano riservare agli imprenditori agricoli almeno il 20% del totale dei posteggi situati nelle aree pubbliche. Un sostegno concreto che fa bene sia alle piccole che alle medie imprese, e un incentivo in più affinché i prodotti e le risorse restino nei territori”.

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