Camera di Commercio Bari. Progetto ACTS_Le quattro vie della lotta alla corruzione
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Camera di Commercio Bari. Progetto ACTS_Le quattro vie della lotta alla corruzione


Presentati stamani i risultati del progetto Act della Camera di Commercio di Bari
Progetto ACTS_Le quattro vie della lotta alla corruzione: l’azione dello Stato, l’educazione nelle scuole, l’ascolto delle imprese, la cultura.
Francesco Giannella, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Bari e Coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari: «Al sistema corruttivo ci si oppone con il sistema della legalità». Alessandro Ambrosi, presidente Cdc di Bari: «La corruzione non costituisce solo  violazione della legalità, ma è un fenomeno altamente distorsivo per il mercato.» Rosa Scarcia, Dirigente Scolastica e rappresentante Rete GET: «La sanzione se non ci sono solide basi di legalità è una goccia nell’oceano. E la scuola è il primo ambiente in cui educare alle regole».
Bari – Il nuovo Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International pubblicato a febbraio 2018 – e riferito al 2017 – fotografa un’Italia migliore rispetto all’anno scorso: siamo  al 54° posto nel mondo (su 180 Paesi), con un incremento di 6 posizioni. Le posizioni scalate dal 2012, anno dell’approvazione della legge anticorruzione, ad oggi sono 18, di cui 15 da quando è stata creata l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Un progresso in controtendenza con l’andamento della maggior parte degli altri Paesi a livello globale che faticano a migliorarsi. Ma molto c’è ancora da fare. Che la corruzione condizioni la competitività italiana e, in maniera significativa le imprese, è un dato acquisito. Soprattutto le piccole e medie, quelle che per dimensioni e mancanza di risorse sono particolarmente vulnerabili al rischio di corruzione. E’ a loro che la Camera di Commercio di Bari ha dedicato il progetto Acts, di cui stamattina in una gremita sala convegni  sono stati illustrati i risultati. «Due anni  e mezzo di attività, 16 mila aziende e 1.000 stakeholder informati;  3 focus group strutturati con 16 imprenditori;  24 interviste one to one con istituzioni; un sito web: www.acts-project.eu; un test di autovalutazione delle aree aziendali a rischio corruttivi, autoanalisi che ogni azienda può compiere in pochi» i numeri di Acts snocciolati dal segretario generale della Cdc di Bari, Angela Patrizia Partipilo.   «Il senso della legalità non è un valore che si improvvisa. Esso esige un lungo e costante processo educativo» ha dichiarato nei saluti il presidente dell’ente Alessandro Ambrosi. Che ha evidenziato anche che la corruzione non costituisca «solamente  violazione della legalità, ma sia un fenomeno altamente distorsivo per il mercato. E’ l’intero clima sociale può determinare un effettivo cambiamento, un clima sociale in cui tutte le istituzioni abbiano un ruolo importante, autorevole, con responsabilità precise.» Quindi fare rete, a tutti i livelli, con le istituzioni, le associazioni professionali, gli sportelli della legalità delle Camere di Commercio. «Al sistema corruttivo ci si oppone con il sistema della legalità» ha dichiarato Francesco Giannella, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Bari e Coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. «Il singolo ha il dovere di denunciare, ma non può essere abbandonato alla solitudine etica. La cultura viene prima delle regole, altrimenti la sanzione non ha gli effetti desiderati. Occorre arginare lo smarrimento dei principi etici» e agire «semplificando le normative, snellendo la burocrazia, promuovendo la trasparenza organizzativa, attraverso una nuova cultura educativa che promuova il senso civico e critico, non prescindendo mai dalla denuncia e dalla assistenza a chi denuncia». Della scuola primo ambiente dove promuovere la cultura della legalità ha parlato Rosa Scarcia, Dirigente Scolastica e rappresentante Rete GET. «La sanzione se non ci sono solide basi di legalità è una goccia nell’oceano. E la scuola è il primo ambiente in cui educare alle regole in tutte le declinazioni della cittadinanza». Una delle scelte strategiche del progetto è stata inoltre dare un taglio divulgativo, ovvero provare a far comprendere facilmente quali sono le abitudini e i meccanismi mentali ricorrenti che fanno scattare il comportamento corruttivo. Questi modi di ragionare, che gli studiosi del fenomeno chiamano “pattern della corruzione” sono stati sceneggiati durante il workshop dalla compagnia teatrale Improvvisart di Lecce, dando una rappresentazione plastica del fenomeno.

Bari 16 aprile 2018. Ufficio stampa Cdc  Bari

 

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