Dichiarazione del coordinatore nazionale Gruppo Bosch della Fim Cisl, Donato Pascazio.

Vertenza Bosch: «L’azienda chiarisca le reali prospettive produttive e occupazionali e gli investimenti adeguati per governare la fase transitoria, presentando un progetto di rilancio credibile».

«Un piano industriale che dia garanzie e che mantenga i livelli occupazionali». È quanto ribadito a gran voce il coordinatore nazionale gruppo Bosch della Fim Cisl, Donato Pascazio, nel corso del vertice tenuto questa mattina al Mise sulla vertenza Bosch.

Presenti al tavolo con i rappresentanti del Ministero,  il management della Bosch, la Regione Puglia e le organizzazioni sindacali.

Dopo un’attenta analisi di mercato, in cui sono emerse le difficoltà del perimetro del Diesel, sono stati affrontati i temi legati al sito Bosch di Bari.

«Il Governo – spiega Donato Pascazio – non ha intravisto alcun segnale migliorativo nella illustrazione aziendale. Non c’è stato alcun elemento di novità rispetto allo scorso incontro. Se da parte dell’azienda si dovesse registrare un’apertura utile a gestire la fase di transizione, il  Governo sarebbe disposto ad intervenire individuando risorse economiche. Da qui, poi, l’invito all’azienda – da parte del Governo – a far tesoro di ogni forma di incentivazione necessaria, percorribile nel territorio pugliese. Infine, è stata chiesta formalmente la presenza al tavolo della direzione centrale europea della Bosch».

Tutto questo, mentre i sindacati  hanno promosso una giornata di sciopero in tutti i siti del gruppo tedesco e a Bari ha partecipato il 100% degli operai.

«Al tavolo del Mise – aggiunge Pascazio – abbiamo rimarcato l’insufficienza degli investimenti programmati, in funzione della gestione degli esuberi che potrebbero esserci al 2022. Il piano di crescita e di riqualificazione non ci è apparso sufficientemente dettagliato.

A questo si aggiunge la mancanza di volontà aziendale di presentare un piano industriale serio e concreto utile a richiedere un cofinanziamento al Mise, nonostante la disponibilità ricevuta tramite Invitalia».

Ancora una volta, quindi, il tavolo ministeriale non è stato sufficiente per dare risposte concrete al grosso problema industriale che sta attraversando Bosch di Bari.

«Ritengo che si sta perdendo troppo tempo e in questo momento il tempo è una variabile indispensabile per evitare la riduzione della forza lavoro. Con fermezza, chiediamo un tavolo specifico su Bari con la dirigenza, le parti istituzionali e le parti sociali, al fine di rendere concreti gli interventi da mettere in campo per traghettare questo periodo di transizione e trovarci pronti per affrontare nuove sfide, mantenendo lo stesso livello occupazionale – conclude Donato Pascazio – magari anche con qualche componente per l’elettrificazione».