Metastasio e i suoi presunti versi della nostra Via Crucis

Qualche giorno fa il vescovo di Conversano-Monopoli, mons. Giuseppe Favale, ha donato alla nostra Biblioteca “D. Morea” due interessanti volumi:

1.     C. Motolese, Massafra sotterranea. La città nascosta, Taranto 2013, pp. 268.

2.     La “Via Crucis” del maestro Vincenzo Palmieri 1843-1924, a cura di C. D. Fonseca, Crispiano (Ta) 2018, pp. 273.

Di quest’ultimo volume vorrei segnalare il breve saggio di Orsola Amore, docente all’Università degli Studi “La Sapienza di Roma” (Ivi, pp. 57-78). In esso l’autrice sfata la ricorrente topica che autore del testo letterario, ossia dei versetti della Via Crucis sia l’abate Pietro Metastasio (Pietro Trapassi, Roma 1698 – Vienna 1782). È lo stesso Metastasio, poeta, librettista, drammaturgo e riformatore del melodramma italiano, a smentire tale attribuzione nella seguente lettera a don Luigi Locatelli.

“Al Signor don Luigi Locatelli. Genova.

Non v’è più giusto risentimento di quello che nasce in Vostra Signoria Illustrissima dal vedersi defraudar la gloria de’ propri sudori, né premura più commendabile che quella riacquistarla.

Non è mio solamente, ma comune interesse d’ogni scrittore, l’entrar seco a parte dell’uno e dell’altra; ond’eccomi prontissimo a pubblicare, quante volte le piaccia, che io non ho mai scritto né pensato il componimento intitolato la Via della Croce, a cui secondo ella si compiace di avvisarmi, attribuisce il mio nome lo stampatore bolognese.

Io sono così poco reo di questo furto, che avendolo ignorato finora, sono esente fin dalla compiacenza alla quale avrebbe potuto sedurmi un error che mi onora. So per altero buon grado a chi mi ha procurato per questo, benché obliquo cammino, l’acquisto della sua amicizia, la prego di somministrarmi occasioni di meritarla, e a credermi intanto

Pietro Metastasio

Poscritto. La soprascritta lettera si trova, com’è qui copiata, nei registri delle mie lettere. E perché non se ne possa dubitare, l’ho sottoscritta di propria mano. Vienna 26 giugno 1755”.

Dunque senza dubbio dobbiamo attribuire a Luigi Antonio Locatelli (Bologna 1711-Bologna 1780) la paternità di questi versi. Occorre precisare poi che tali versi sono stati musicati per Conversano da Anonimo, e tuttora cantati durante la Quaresima, mentre per Massafra autore della loro musica è il maestro Vincenzo Palmieri (Napoli 1843-Massafra 1924), che la scrisse a Massafra nel gennaio 1896 per il suo allievo Giuseppe Giovinazzi e la fece eseguire nel marzo successivo nella chiesa madre.

Angelo Fanell