Riceviamo e volentieri pubblichiamo una “breve storia triste” così l’ha chiamata Maurizio Galiano ex Assessore ed ex Consigliere Comunale della città di Conversano.

BREVE STORIA TRISTE

Credevo in questa coalizione. Credevo che ci fosse una guida sincera, imparziale, retta e che rispecchiasse la caratteristica con la quale me lo hanno descritto: il “buon padre di famiglia”. Ma il tempo passa, ci si conosce e le aspettative si mostrano lontane dalla realtà. Il buon padre mostra paura, non guarda i familiari negli occhi, gira a vuoto e senza obiettivi e non ha tutta la famiglia dalla sua parte. Si nega, fugge e non è sempre pronto ad affrontare i problemi. In questa condizione non si può che sentirsi diversi. C’è chi ha ottenuto un lavoro e chi no, chi ha ottenuto una casa e chi no, chi è stato sanzionato e chi no, insomma … non tutti siamo uguali in questa città. Ci sono “figli e figliastri” e chi lo contraddice … è in malafede.

Il mio intento e quello di tanti come me, che si sono fidati del sindaco Loiacono e della sua coalizione, era di poter vedere un cambiamento che purtroppo si è dimostrato un nulla di fatto, o più che altro una sfida che non fa bene alla nostra città. Si era partiti con un’euforia che dava spinta a giovani e meno giovani, tutti con grandi aspettative e tanta voglia di riattivare l’energia di un paese che ha sempre dato lustro alla sua eccezionale capacità di essere all’avanguardia. E poi, cosa è successo dopo un anno e mezzo da quel gioioso giorno? Tanti, tantissimi sono scappati e si sono allontanati.

E’ calata una tristezza diffusa.  La splendida Conversano è buia, vuota e sembra essersi nascosta per non mostrare la sua sciatteria. Chi la sta amministrando vuole nascondere questo, lanciando campagne di comunicazione su futili attività e diventando intollerante a qualsiasi critica o osservazione. O sei con me o sei  contro di me. Queste erano già le parole che si udivano nei tavoli “del potere”.

Continuo a camminare per non perdere l’allenamento, ma vedo tutto fermo, vuoto, silenzioso, spento. Come se non si volesse o non si riuscisse a far nulla. Si filosofeggia e si teorizza ma nessuno guida la nave verso obiettivi concreti e ormai indispensabili ed improcrastinabili. In consiglio comunale abbiamo una maggioranza con un solo voto in più: quello del sindaco. Quello che dovrebbe essere il padre di tutti ha deciso che si deve andare avanti solo grazie al suo singolo voto, dando uno schiaffo allo spirito democratico del voto elettorale. Non interessa più neanche il fatto che la parità dei consiglieri la raggiunge portando con se qualcuno che ha sposato un altro programma elettorale, uno di quei programmi che sui palchi è stato verbalmente violentato come non mai. Allora l’importante era far credere alla gente di essere sinceri. Oggi l’importante è governare e sedersi ogni giorno su quella poltrona.

Nel contempo giacciono nelle stanze dell’Ente tanti provvedimenti pronti ma che non riescono a trovare lo spazio e la capacità politica per arrivare in consiglio comunale.

Non voglio arrendermi al governo dei sotterfugi, degli scambi di favore, delle bugie, della falsa accusa e dell’incapacità. Non voglio che mi si prenda in giro facendo pensare ai cittadini che questo “project financing” per la pubblica illuminazione sia conveniente. Non posso immaginare che il tanto ripudiato “vecchio politico”, mai gradito nella giunta, sia lì a governare senza un briciolo di dignità.

Ho un desiderio però, comune a tanta gente con la quale ogni giorno mi confronto. Vorremmo che questa breve storia triste finisca subito, lasciandoci amministrare per tre soli mesi da un commissario prefettizio per poi lasciare spazio ai cittadini nel scegliere e nel partecipare alla ripresa di questa città.

Un cittadino

Dott. Maurizio Galiano