Speciale 83esima Fiera del levante Martedì 17 settembre Presentato il disegno di legge sulla bellezza

La legge, che seguirà i passaggi istituzionali (giunta regionale, V Commissione regionale e via libera definitivo dal Consiglio regionale), ha diversi obiettivi: valorizzare e proteggere la bellezza del territorio pugliese; abbattere o recuperare i cosiddetti “detrattori della bellezza” che oggi deturpano i territori; perseguire “un’alta qualità costruttiva” negli interventi di trasformazione dei luoghi urbani e periurbani. La legge individua delle azioni concrete come l’istituzione gli Ecomusei delle diverse macro aree che formano il Mosaico delle identità pugliesi, l’elaborazione delle Linee guida per la Strategia delle Trasformazioni Urbane e il partenariato pubblico privato per la gestione del sistema integrato del governo del territorio. Vengono istituiti i PAT, i Piani Articolati delle Trasformazioni, strumenti esecutivi per promuovere la riqualificazione il riuso e la rifunzionalizzazione di parti significative di città e di sistemi urbani mediante interventi organici di interesse pubblico. I programmi si fondano su un’idea-guida di rigenerazione legata ai caratteri ambientali e storico-culturali dell’ambito territoriale interessato, alla sua identità e ai bisogni e alle istanze degli abitanti. Essi comportano un insieme coordinato d’interventi in grado di affrontare in modo integrato problemi di degrado fisico e disagio socio-economico, il contrasto all’esclusione sociale degli abitanti attraverso la previsione di una molteplicità di funzioni e tipi di utenti e interventi materiali e immateriali nel campo abitativo, socio-sanitario, dell’educazione, della formazione, del lavoro e dello sviluppo.  I piani articolati delle trasformazioni sono predisposti dai comuni singoli o associati o sono proposti ai comuni da altri soggetti pubblici o privati, anche fra loro associati e assumono gli effetti di strumenti urbanistici esecutivi; in quest’ultimo caso si applica la previsione di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 16 della legge regionale 27 luglio 2001, n. 20. Altra novità importante è la “La Carta della Qualità Urbana” che permetterà ai Comuni di individuare gli immobili e le aree da sottoporre a speciali regimi di tutela con diverse tipologie di interventi di tipo conservativo, di qualificazione edilizia e di addensamento e sostituzione urbana. Sono inoltre previsti diversi incentivi fiscali (riduzione del contributo di costruzione), urbanistici (perequazione, compensazione, incentivi volumetrici ma solo nel territorio urbanizzato e senza ulteriore consumo di suolo) e alla qualità dell’architettura (ecosostenibilità, ricorso al concorso di progettazione, opere d’arte).