Project financing, un investimento super milionario per sostituire 60 pali della luce (appalto inutile, costoso e poco chiaro)

Conversano
Dietro questo provvedimento si cela un appalto con pagamento dilazionato nel tempo senza alcuna utilità per l’ente
Nel consiglio del 28 dicembre, con i soli voti della “maggioranza” il Consiglio comunale ha avviato l’iter del project financing per la gestione, la manutenzione, l’ammodernamento della rete di illuminazione della Città e la fornitura di energia elettrica, dando l’assenso sulla dichiarazione di pubblica utilità, sulla nomina del promotore e sull’approvazione del progetto di fattibilità presentato ad aprile 2019 dall’impresa che attualmente gestisce l’appalto della manutenzione.
Un provvedimento che per le modalità e i contenuti non avevamo avvallato quando eravamo in maggioranza e al quale ci siamo opposti in consiglio perché potrebbe diventare un boomerang per le casse cittadine nei prossimi venti anni.
La proposta approvata non garantisce affatto il più adeguato perseguimento dell’interesse pubblico. Infatti, successivamente alla nomina del promotore, le modifiche da apportare potranno essere molto limitate, sia con riferimento alla quantità e alla tipologia dei lavori di manutenzione straordinaria in capo all’impresa, sia con riferimento al numero degli anni contrattuali da porre a base di gara ma, soprattutto con riferimento al canone da versare.
Riteniamo che la proposta di project financing non sia stata supportata da una dettagliata valutazione multidisciplinare che tenesse conto di specifiche analisi politiche, giuridiche, economiche e tecniche, necessarie per avere la massima probabilità di aver effettuato la scelta corretta per una infrastruttura pubblica di primaria importanza per lo sviluppo economico, sociale e culturale della Città; altamente soggetta alle variabili del mercato dell’energia; altamente soggetta alle variabili tecnologiche; altamente soggetta alle variabili politiche legate attualmente al raggiungimento degli obiettivi della neutralità climatica entro il 2050.
Tra l’altro manca chiarezza e trasparenza nella procedura avviata; si è creata una commistione tra il modo di procedere previsto all’art.183 comma 1 e il modo di procedere previsto all’art.183 comma 15 del D.Lgs 50/2016 “Codice dei Contratti”, tanto che il proponente ha depositato la proposta approvata quando il project era già stato inserito nella programmazione triennale.
A tutela dell’Ente e per evitare che si configurassero i presupposti di mancato rispetto dei principi di economicità, efficacia, correttezza, libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità e pubblicità richiesti dal Codice dei Contratti e dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, avremmo optato per l’annullamento dell’intera procedura ai sensi dell’art.183, comma 15 con la necessaria ed opportuna risposta al proponente e l’avvio di un avviso esplorativo che permettesse un confronto del mercato trasparente, una valutazione comparativa degli interessi pubblici e privati atti a garantire il più adeguato perseguimento dell’interesse della Città.
Invece così non è stato. Anziché effettuare le opportune indagini di mercato si è deciso di approvare una proposta che non rientra affatto nei principi cardine dell’istituto della finanza di progetto; tanto è dimostrato dalla circostanza che i costi della quota di ammortamento dell’investimento di impresa sono stati ricompresi nelle somme da versare all’impresa stessa da parte dell’Ente! Che finanza di progetto è, se verseremo in venti anni tutte le somme utilizzate dall’impresa per eseguire i lavori di ammodernamento, oltre al canone per l’energia?
Dietro questo provvedimento si cela un appalto con pagamento dilazionato nel tempo senza alcuna utilità per l’ente. Un vero project financing avrebbe avuto utilità per la città se con le sole somme attualmente spese per l’energia e per la manutenzione ordinaria (pari oggi a € 640.000,00) si fosse coperto il canone annuo da dare all’impresa per la gestione, la manutenzione e l’intero ammodernamento dell’infrastruttura.
Invece il progetto approvato prevede un canone annuo che partirà da € 719.000,00 per il primo anno e raggiungerà € 942.280,00 per l’anno 2039 così come computato dalla società di revisione che ha asseverato il piano economico finanziario (PEF) allegato alla proposta progettuale (nettamente superiore, tra l’altro, al valore di € 867.254,00 calcolato dall’Ufficio LL.PP. per l’anno 2039!).
Per di più, il progetto approvato non prevede affatto l’intero ammodernamento dell’infrastruttura; esemplificativa e non unica è la circostanza che la proposta prevede la sostituzione di soli n.60 pali perché attualmente corrosi. Cosa faremo tra un paio d’anni quando altri pali raggiungeranno uno stato di corrosione elevato e sarà necessario sostituirli? Sborseremo altre somme oltre al canone garantito all’impresa perché tali ulteriori lavorazioni non rientreranno nel contratto sottoscritto!
I conti non quadrano, non si risparmieranno affatto 200.000 euro l’anno così come dichiarato in Commissione piuttosto, anno dopo anno avremo un aggravio di somme senza che venga effettuato l’intero ammodernamento dell’infrastruttura di illuminazione pubblica.
Tra un anno, l’Amministrazione potrà sbandierare alla Città di aver sostituito tutti i corpi illuminanti con lampade a LED ma, con l’infrastruttura non completamente rinnovata e tale circostanza richiederà negli anni successivi interventi di manutenzione straordinaria non previsti nella proposta con un esborso di ulteriori somme da parte dell’Ente oltre al canone che sarà versato all’impresa!
La proposta è stata approvata senza una adeguata istruttoria con riferimento all’analisi della domanda e dell’offerta, della sostenibilità economico-finanziaria e economico-tecnica dell’operazione, alla natura e alla intensità dei diversi rischi presenti nella specifica operazione di partenariato. Le analisi sui rischi per l’Ente non possono essere effettuate dopo la dichiarazione di pubblica utilità in Consiglio Comunale!
Si sarebbero dovute espletare opportune analisi sui rischi attraverso strumenti di comparazione per verificare la convenienza del ricorso al partenariato pubblico – privato in alternativa alla realizzazione diretta tramite normali procedure di appalto; non da poco la circostanza segnalata dall’opposizione sull’obbligo da parte dei comuni del ricorso a convenzioni CONSIP per l’approvvigionamento dell’energia elettrica che, il Direttore ha by-passato dichiarando semplicemente che attualmente non sono attive procedure di gara per l’affidamento di un accordo quadro per la gestione e l’efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica di proprietà degli Enti locali.
Oltre al confronto con le altre procedure andava verificata la tabella dei rischi con particolare attenzione alle clausole contrattuali. In particolare da attenzionare è il rischio di progettazione, quando il proponente si carica del rischio dell’eventuale errata progettazione (censimento e riqualifica) per cui successivamente non sarà possibile richiedere un aumento del canone qualora il censimento fosse errato o il numero e la tipologia dei centri luminosi fosse diversa da quella che era stata rilevata; da attenzionare è soprattutto il rischio operativo legato alla manutenzione straordinaria, quando il proponente si carica di tutti i costi dovuti al degrado delle strutture, pali, linee e componenti (sia di quelli installati sia di quelli già presenti sugli impianti al momento del censimento). Occorre fare attenzione a quest’ultimo punto perché se non ben specificato o se non incluso produce enormi costi per l’Amministrazione, oltre ad essere un vizio di forma del Partenariato Pubblico privato.
Inoltre, è stato verificato che la proposta di project approvata in Consiglio (presentata ad aprile 2019) sia aggiornata e conforme ai criteri ambientali minimi approvati con DM 28 marzo 2018, in G.U. n.28 del 28 aprile 2018?
Infine è stato approvato un progetto di fattibilità senza che siano state dettagliate le tipologie dei lavori offerti all’Ente; l’importo lavori è stato computato a corpo senza la presentazione di un computo metrico preliminare in grado di individuare le voci di lavorazione ed i prezzi di riferimento. Come scegliereste di effettuare dei lavori di quasi 4.000.000,00 di euro a casa vostra senza avere una distinta degli interventi a farsi e dei prezzi applicati dall’impresa?
L’attuale maggioranza Loiacono, senza il ben che minimo dubbio ha scelto per l’intera Città, nonostante si siano evidenziate una serie di criticità che potrebbero avere ripercussioni negative per i prossimi venti anni!


 Movimento politico Valore Futuro

 

Nel video sotto,  l’intervento del Consigliere Colapinto e la controdeduzione del Consigliere D’Alessandro



 
Redazione webtvpuglia