COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

PUGLIA, NOCCO (FDI): CON NUOVA ORDINANZA SALVA-LATTE TUTELIAMO ALLEVATORI PUGLIESI DI BOVINI E BUFALE 

Comunicato Stampa

Bari, 24 novembre – Gli allevatori pugliesi di bovini e bufale da latte possono tirare un sospiro di sollievo. Con la nuova ordinanza del “Dipartimento promozione della salute e del benessere animale”, infatti, i casi dubbi di brucellosi eviteranno di bloccare la commercializzazione di latte fresco dell’intera mandria detenuta in un allevamento. Il precedente provvedimento imponeva la pastorizzazione del latte prodotto da tutti i capi nel periodo successivo al “caso dubbio”, in attesa degli esiti delle contro-prove: 20-30 giorni che rappresentavano perdite economiche ingenti per un settore produttivo che deve già far fronte agli aumenti dei costi produttivi che ne erodono la redditività. La brucellosi è una malattia batterica che colpisce gli allevamenti di bovini e bufale e che, nonostante le misure attuate, continua a vedere focolai attivi da oramai sessant’anni. Numerosi e periodici i controlli sul bestiame, con obbligo di abbattimento dei capi in caso di infezione conclamata.

“Si tratta di una grande conquista a cui ho lavorato nelle ultime settimane mettendo in sinergia gli uffici regionali e quelli ministeriali preposti – dichiara Maria Nocco, senatrice pugliese di Fratelli d’Italia – Andiamo così incontro alle attività zootecniche che vivevano una situazione a dir poco vessatoria che ha provocato ingenti perdite economiche in un periodo, peraltro, non facile per il comparto. Del resto, statisticamente i casi dubbi di brucellosi si sono di fatto sempre negativizzati. Ringrazio – prosegue Nocco (FDI) – sia il dirigente regionale Onofrio Mongelli sia il direttore generale della sanità animale del Ministero della Salute, Pierdavide Lecchini, che hanno collaborato in sinergia per trovare queste soluzioni pratiche che non intaccano la lotta alla brucellosi ma, al contempo, evitano vessazioni nei confronti degli operatori zootecnici”. 

A seguito dell’ordinanza, il nuovo protocollo adottato prevede che se si verifica un “caso dubbio” venga isolato il singolo capo, vietando la destinazione ai fini alimentari del suo latte mentre la commercializzazione di quello della mandria prosegue. Quest’ultima sarà comunque sottoposta ad approfondite e ripetute analisi nelle settimane successive per verificare la presenza o meno di eventuali casi di brucellosi.