“Mulieribus Sonus”, a Conversano musica, storia e arte nell’antico monastero di Santa Chiara
Sabato 31 ottobre 2026, nella chiesa di Santa Chiara a Conversano, la rassegna organistica itinerante “Mulieribus Sonus” propone un incontro interdisciplinare dedicato alla storia musicale e artistica del complesso clariano, con particolare attenzione all’organo costruito nel 1793 da Nicola De Simone junior e alla necessità di preservarlo attraverso un intervento di restauro.
CONVERSANO – La musica diventa strumento di conoscenza del patrimonio storico cittadino. È questo il filo conduttore dell’iniziativa, promossa dal Centro Ricerche di Storia ed Arte di Conversano con la collaborazione dell’associazione “Amici della Musica” di Castellana Grotte e dei “Quaderni di Arti Organaria in Terra di Bari”. Il programma prevede gli interventi di Candida De Toma e Claudio Ermogene Del Medico, in un percorso che intreccia ricerca storica, divulgazione e valorizzazione culturale.
Il titolo “Mulieribus Sonus” richiama il ruolo delle donne nella vita del monastero, abitato per secoli dalle clarisse. La comunità religiosa contribuì alla formazione del patrimonio artistico attraverso la committenza di opere, arredi, argenti e strumenti musicali, lasciando tracce significative nella storia di Conversano. Tra queste testimonianze spicca l’organo del 1793, caratterizzato dalla presenza di una consolle ausiliaria in clausura e di quella principale nella cantoria. Una configurazione di particolare interesse organologico, che documenta il rapporto tra architettura, liturgia e pratica musicale all’interno della comunità monastica. Il Centro Ricerche richiama da tempo l’attenzione sulla conservazione dello strumento, anche attraverso la monografia e la mostra didattico-documentaria realizzate nel biennio 2021-2022. Gli studi sul patrimonio storico-artistico del complesso hanno coinvolto Caterina Lavarra, Candida De Toma, Leonardo Petrosino, Giovanni Boraccesi, Claudio Ermogene Del Medico e Antonio Filipponio. L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di recupero degli organi storici conversanesi, che ha interessato quelli custoditi nelle chiese di San Benedetto, del Purgatorio e del Carmine. Il lavoro di valorizzazione riguarda anche altri strumenti che attendono interventi conservativi, tra cui quelli delle chiese di San Francesco e dei Santi Cosma e Damiano. In questo percorso hanno avuto un ruolo la comunità, le istituzioni ecclesiastiche e i contributi della Conferenza Episcopale Italiana. Anche l’edificio di Santa Chiara racconta una storia di committenza e trasformazioni artistiche. Fondato nella seconda metà del Cinquecento per volontà della famiglia Acquaviva d’Aragona, fu interessato nel 1792 da un intervento decorativo affidato a Gaetano Lariccia, con la realizzazione degli altari attuali, la commissione dei dipinti a Samuele Tatulli e l’ordinazione del nuovo organo a canne. Il complesso conserva inoltre argenti di scuola napoletana, suppellettili liturgiche, sculture e documenti, tra cui la bolla di fondazione del monastero del 1550. Nella torre campanaria si trova una campana istoriata del 1571, legata alla badessa Anna Acquaviva e al fonditore L. Fiella.
“Mulieribus Sonus” offrirà dunque l’occasione per riscoprire una parte significativa della memoria culturale cittadina e rilanciare il tema della tutela degli strumenti storici. Il recupero dell’organo di Santa Chiara rappresenta una delle sfide ancora aperte per la salvaguardia di questo patrimonio. L’appuntamento è per sabato 31 ottobre 2026 nella chiesa di Santa Chiara, in via Porta Antica della Città, a Conversano.

