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Buonasera, questi i principali temi di oggi: nel fine settimana tornano le Giornate FAI d’Autunno, con 39 aperture in tutta la Puglia. Sul fronte della sanità, il Rapporto GIMBE riaccende il dibattito sulle risorse necessarie per garantire servizi e assistenza. In Regione, via libera in Commissione al testo sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili, mentre prosegue l’esame delle domande per i bandi PIA e MiniPIA e si guarda al nuovo piano Puglia Moltiplica per sostenere gli investimenti delle imprese. Ecco i dettagli.
Giornate FAI d’Autunno
Un fine settimana per entrare in luoghi che spesso restano fuori dai percorsi abituali e riscoprire il patrimonio della regione. Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno: in Puglia sono 39 le aperture previste, distribuite in tutte le province. Palazzi storici, chiese, paesaggi, scuole e luoghi di lavoro compongono un itinerario che va dall’Ateneo di Bari, con la sua Aula Magna, alle saline di Margherita di Savoia; dalla Villa Ricci di Ostuni all’Istituto Agrario di Maglie, fino al Palazzo del Governo di Taranto e al monastero di Santa Chiara a Manduria. L’edizione di quest’anno dedica uno spazio particolare all’artigianato e al Made in Italy, accanto alla storia e alle caratteristiche dei singoli siti. Ad accompagnare i visitatori saranno i volontari del FAI e gli studenti Apprendisti Ciceroni. Le visite sono a contributo libero: le donazioni sostengono le attività della Fondazione per la cura e la tutela del patrimonio. Per alcune aperture sono previste condizioni specifiche, come l’accesso riservato agli iscritti. Elenco completo, orari e modalità di partecipazione sono disponibili sul sito giornatefai.it.
Sanità e Rapporto GIMBE
Il finanziamento della sanità pubblica torna al centro del confronto in Puglia, dopo la pubblicazione del nono Rapporto GIMBE. Per Felice Spaccavento, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, il Fondo sanitario nazionale non è adeguato ai bisogni reali e nei prossimi tre anni servirebbero oltre 32 miliardi di euro in più. La sua analisi richiama una crescita nominale delle risorse che, secondo il rapporto, non si traduce in un pari aumento della capacità di spesa: tra il 2023 e il 2026 il Fondo è cresciuto di 17,5 miliardi, mentre i cosiddetti “tagli invisibili” ammonterebbero a 18,8 miliardi. A pesare sono l’inflazione, l’aumento dei costi e le nuove necessità di cura. Spaccavento sottolinea inoltre che gli adeguamenti contrattuali e gli altri oneri ricadono anche sui bilanci regionali, e chiede criteri di riparto più legati ai bisogni di salute e alle condizioni socioeconomiche dei territori. La Puglia, sostiene, è adempiente sui livelli essenziali di assistenza, ma servono risorse nazionali sufficienti per personale e servizi.
Aree idonee per le rinnovabili
In Puglia prosegue il percorso per definire dove e a quali condizioni potranno sorgere nuovi impianti da fonti rinnovabili. Le Commissioni regionali IV e V hanno approvato a maggioranza un testo riformulato sulle aree idonee, che sostituisce la proposta iniziale della Giunta e recepisce alcune osservazioni emerse nel confronto pubblico. Il provvedimento punta a conciliare la transizione energetica con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura e del suolo. Nelle aree agricole individuate come idonee, il fotovoltaico sarebbe ammesso soltanto in forma di agrivoltaico avanzato, mantenendo prevalente l’attività agricola; la superficie interessata viene limitata allo 0,8 per cento della superficie agricola utilizzabile regionale. Tra i criteri previsti figurano la priorità per il recupero degli impianti esistenti e per le coperture di stalle e capannoni, oltre alla valutazione degli impatti cumulativi e alla pubblicazione dei dati di localizzazione. L’iter, però, è ancora aperto: l’opposizione si è astenuta chiedendo più tempo per esaminare il testo. Gli emendamenti saranno discussi il 15 ottobre, prima dei successivi passaggi in Consiglio regionale.
Bandi per le imprese e Puglia Moltiplica
Circa 600 pratiche istruite e una quota di domande lavorate salita dal 10 al 40 per cento: sono i progressi comunicati dalla Regione Puglia sui bandi PIA e MiniPIA, sospesi nel marzo scorso. L’obiettivo dichiarato è completare entro la fine dell’anno l’esame delle domande dotate di CUP e finanziare quelle ammissibili. Il percorso resta però complesso, soprattutto per i MiniPIA, dove le richieste ancora in istruttoria sono numerose. E sul futuro dei bandi non ci sono ancora certezze: la rimodulazione delle risorse dei Fondi di sviluppo e coesione è da definire e un’eventuale riapertura potrebbe prevedere agevolazioni meno favorevoli. Intanto la Regione punta su Puglia Moltiplica, un piano da 360 milioni di euro con cui intende attivare oltre 2,9 miliardi di investimenti privati. Sette strumenti di finanza agevolata sono pensati per accompagnare micro e piccole imprese, startup e aziende più strutturate, dalla nascita all’innovazione e all’espansione sui mercati. Tra le misure attese c’è il microcredito, rivolto alle attività che faticano ad accedere ai canali ordinari. Il suo avvio è in ritardo: senza un’intesa nel partenariato entro la scadenza indicata, la Regione procederà autonomamente.
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