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Agricoltura: Approvata norma Nocco per rafforzare la sanità veterinaria pubblica

Più tutele per la salute pubblica e animale, più strumenti per contrastare epizoozie e zoonosi, e maggiore riconoscimento per i medici veterinari del territorio: sono questi gli obiettivi raggiunti grazie all’approvazione dell’emendamento a prima firma della senatrice Maria Nocco (Fratelli d’Italia), inserito nella Manovra durante i lavori in Commissione Bilancio a Palazzo Madama. La norma interviene in modo strutturale sul sistema sanitario nazionale, prevedendo che i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati – titolari al 1° gennaio 2026 di un incarico a tempo indeterminato di 38 ore settimanali e in possesso del titolo di specializzazione richiesto – possano, previo giudizio di idoneità, essere inquadrati nei ruoli dirigenziali delle aziende sanitarie, con il trattamento previsto dal contratto nazionale dell’area dirigenziale veterinaria. L’obiettivo è duplice: rafforzare la capacità operativa della sanità veterinaria pubblica nei territori, sempre più esposta al rischio di emergenze sanitarie animali, e valorizzare le competenze maturate dai professionisti già attivi nel sistema, in una logica di riconoscimento dell’esperienza e di equità contrattuale. “Con questa norma rafforziamo la prima linea di difesa del nostro sistema sanitario contro le malattie animali che possono mettere a rischio intere filiere agroalimentari o trasformarsi in emergenze per la salute pubblica – dichiara la senatrice Maria Nocco (FdI) – La prevenzione passa da un presidio veterinario efficiente e diffuso sul territorio. L’emendamento che ho proposto risponde a una duplice esigenza: potenziare la risposta del SSN alle emergenze sanitarie e valorizzare il lavoro quotidiano dei veterinari convenzionati, troppo spesso rimasti invisibili nonostante l’impegno, la continuità e la qualità del loro servizio”. L’inquadramento sarà possibile senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, grazie a un meccanismo di compensazione basato sulla riduzione progressiva delle ore di specialistica convenzionata a seguito dei nuovi inquadramenti o delle cessazioni già intervenute. Le Regioni dovranno rendicontare annualmente gli inquadramenti effettuati, le risorse utilizzate e le ore convenzionali disattivate, garantendo così trasparenza e sostenibilità del processo.“È una svolta attesa e concreta, che risolve una criticità segnalata da anni dai territori e dalle associazioni di categoria, che ringrazio per la collaborazione e il sostegno – conclude Nocco – Mettiamo fine a un’inspiegabile sottovalutazione del ruolo dei veterinari nella sanità pubblica e investiamo con coraggio nella prevenzione, nella sicurezza alimentare e nella tutela della salute collettiva. È così che si difende davvero l’agricoltura italiana”.