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CASTELLI DI PUGLIA Un percorso tra storia, architettura, territori e memoria.

“Castelli di Puglia” nasce come pagina Facebook amministrata da Piero Buonsante, Direttore responsabile di Web TV Puglia, e si inserisce nell’attività editoriale della testata, il cui editore è il dott. Giampiero Buonsante. L’idea prende forma anche dalla considerazione di un patrimonio documentario accumulato da Web TV Puglia in diciotto anni di attività: un archivio audiovisivo nel quale sono presenti numerose immagini e produzioni dedicate a castelli, fortificazioni, centri storici, dimore e altri luoghi della Puglia. Una parte di questo materiale, realizzato in momenti e contesti differenti, può oggi essere ricondotta a un percorso tematico unitario, affiancandola a nuovi contenuti audiovisivi. Da questa possibilità nasce l’iniziativa, concepita come progetto di informazione culturale e documentazione, con uno sviluppo che sarà definito progressivamente sulla base dei materiali disponibili, delle attività di ricerca e delle future produzioni.

Il primo passo non consiste nella realizzazione di una puntata, né in una visita ai singoli monumenti, ma nella pubblicazione di uno spot introduttivo, concepito come una prima sintesi visiva dell’ampiezza del patrimonio che il progetto intende prendere in considerazione. Nel filmato compaiono Castel del Monte di Andria, Castello Svevo di Barletta, Castello Svevo di Trani, Castello di Conversano, Castello di Monopoli, Castello Svevo di Bari, Castello Carlo V di Lecce, Castello Aragonese di Taranto e Castello Alfonsino di Brindisi. La selezione non esprime una graduatoria e non pretende di rappresentare in modo esaustivo il patrimonio regionale. È semplicemente il primo segmento di una rappresentazione destinata ad ampliarsi: seguiranno infatti altri due o tre spot, nei quali troveranno spazio ulteriori castelli e altri manufatti, secondo una successione che sarà definita nel corso dell’elaborazione del progetto. Solo in una fase successiva, quando saranno stabiliti tempi e modalità produttive, potranno essere sviluppate vere e proprie puntate dedicate ai singoli beni e alle loro vicende.

La consistenza del patrimonio fortificato pugliese rende necessario, già in questa fase, adottare una certa cautela nell’utilizzo delle classificazioni. Non esiste un unico censimento regionale in grado di comprendere tutte le forme della presenza fortificata: a seconda dei criteri adottati, possono essere ricompresi castelli, rocche, residenze fortificate, torri costiere e interne, case-torri, masserie fortificate e sistemi di mura urbiche. Una schedatura regionale ha censito 96 castelli, distribuiti in 23 nella provincia di Bari, 16 in quella di Foggia, 13 nel Brindisino, 35 nel Leccese e 9 nel Tarantino. Si tratta di un dato riferibile a quella specifica classificazione e non di un inventario generale di tutte le strutture fortificate presenti in Puglia. La stessa complessità emerge dall’analisi storica: molte architetture sono il risultato di successive trasformazioni. Impianti normanni furono modificati dagli Svevi, gli Angioini intervennero su strutture preesistenti e gli Aragonesi introdussero o consolidarono nuove soluzioni difensive; tra Quattrocento e Cinquecento la diffusione dell’artiglieria determinò ulteriori trasformazioni, imponendo bastioni, cortine e sistemi difensivi adeguati alle nuove tecniche belliche. L’edificio giunto fino a noi è dunque, in numerosi casi, la risultante di una stratificazione più che il prodotto di una singola stagione costruttiva.

Nella selezione e negli sviluppi futuri sarà riservata particolare attenzione ai beni pubblici, intesi nella loro relazione con la collettività e con il patrimonio culturale del territorio. È una scelta editoriale che distingue il progetto dalla ricerca di adesioni o disponibilità private: saranno la rilevanza del bene, la sua storia e la possibilità di documentarla a orientare le scelte. Ciò non significa escludere in via pregiudiziale immobili di proprietà privata quando la loro rilevanza storico-documentaria renda opportuno considerarli. Proprietà e tutela costituiscono infatti piani distinti: un bene privato può essere sottoposto a vincoli di tutela, così come un bene pubblico può presentare problemi di conservazione, accessibilità o destinazione d’uso. Lo stesso criterio potrà riguardare palazzi storici pubblici, edifici istituzionali e altri complessi architettonici che, pur non rientrando nella definizione stretta di castello, contribuiscano alla lettura della storia urbana e amministrativa dei luoghi. L’interesse, pertanto, non sarà determinato soltanto dalla monumentalità dell’edificio, ma dalla sua capacità di documentare una vicenda storica.

Un castello, infatti, raramente conserva una funzione immutata. Nel corso dei secoli molte fortificazioni sono state adattate a esigenze amministrative, militari, carcerarie, residenziali o culturali; altre sono divenute musei, sedi istituzionali o spazi destinati alla fruizione pubblica. Il Castello Svevo di Bari, nato su una preesistenza normanna e interessato da importanti trasformazioni sveve, angioine e aragonesi, costituisce un esempio di questa lunga vicenda, alla quale si aggiungono le successive destinazioni a carcere e caserma. Il Castello di Gioia del Colle, oggi sede del Museo Archeologico, rappresenta un diverso esito della trasformazione di una struttura storica. Anche la ricerca delle origini impone prudenza: la domanda su quale sia “il castello più antico della Puglia” non può essere risolta semplicemente osservando l’edificio attuale. In numerosi casi il manufatto conserva infatti le tracce di precedenti insediamenti e sistemi difensivi. Conversano e Bari costituiscono, sotto questo profilo, esempi significativi di una storia del sito più antica delle forme architettoniche oggi visibili. Più che stabilire un primato, sarà quindi interessante ricostruire, quando le fonti lo consentano, le preesistenze, le fasi costruttive e le trasformazioni che hanno prodotto l’assetto attuale.

La posizione delle fortificazioni introduce un ulteriore livello di lettura. Castelli e strutture difensive sorgono nei centri abitati, sulle alture, lungo le coste, presso porti e vie di comunicazione, secondo esigenze che riguardavano il controllo dello spazio, la protezione degli insediamenti, la sicurezza delle persone e delle merci e la gestione dei traffici. La fortificazione diventa così una testimonianza della relazione tra potere e territorio. Intorno ad essa si articolavano rapporti politici e amministrativi, attività agricole e artigianali, commerci, sistemi fiscali e forme di dipendenza; in determinati contesti, il castello costituiva anche il centro di un sistema di controllo signorile o feudale. La ricostruzione di tali rapporti richiede tuttavia di distinguere epoche e ordinamenti, evitando interpretazioni uniformi di realtà profondamente diverse. Saranno dunque le fonti storiche, archivistiche e documentarie, insieme alla lettura architettonica e territoriale, a consentire di comprendere chi promosse la costruzione di una fortificazione, quali funzioni le furono attribuite, quali poteri la utilizzarono, come mutò nel tempo e quale relazione instaurò con l’abitato e con le popolazioni che vivevano nel suo ambito. In questa prospettiva il castello non è soltanto un edificio da osservare, ma una delle fonti materiali attraverso cui interrogare la storia dei luoghi.

Il progetto si svilupperà quindi attraverso il rapporto tra memoria audiovisiva e nuova documentazione. L’archivio di Web TV Puglia, costruito attraverso diciotto anni di attività, sarà progressivamente riesaminato per individuare i materiali pertinenti, verificarne il contesto e porli in relazione con le nuove immagini e con le future attività di produzione. Sarà un lavoro necessariamente progressivo, per il quale non vengono oggi fissati tempi o modalità definitive. Gli spot iniziali costituiscono soltanto la presentazione del progetto; ad essi potranno seguire ulteriori composizioni visive e, in una fase successiva, produzioni più articolate dedicate a castelli, fortezze, torri, rocche, palazzi storici pubblici, dimore storiche, masserie fortificate e altri luoghi di interesse storico-architettonico. L’obiettivo non è costruire una semplice raccolta di immagini, né sostituire la ricerca specialistica, ma mettere a disposizione attraverso il linguaggio audiovisivo una parte di un patrimonio documentario già esistente, integrandolo con nuove produzioni e con una maggiore attenzione alle fonti e ai contesti. “Castelli di Puglia” si propone così di costruire nel tempo un percorso editoriale nel quale l’immagine costituisca il punto di accesso a una storia più ampia: quella delle architetture, dei poteri, delle trasformazioni e delle comunità che hanno dato forma ai territori pugliesi.

Piero Buonsante
Giornalista
Direttore responsabile – Web TV Puglia
Amministratore della pagina “Castelli di Puglia”

Web TV Puglia
Editore/giornalista: dott. Giampiero Buonsante

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