Dichiarazione del sindaco di Lecce Carlo Salvemini rivolta ai cittadini leccesi su emergenza Covid19:   

Sento la responsabilità di trasferirvi questo messaggio: siamo ancora in piena emergenza epidemiologica, la cui durata nessuno è ancora in grado di prevedere.
L’Italia non è divisa tra una zona in crisi ed un’altra che se la sta cavando. Questa è una percezione legata ai tassi di contagio del Sud rispetto al Nord (oggi su 10.000 abitanti la provincia di Lecce ha 0.12 casi positivi e quella di Bergamo, invece, ne ha 13.26), ma in realtà ci troviamo tutti in una zona a rischio con differenti gradi di evoluzione.
Non dobbiamo chiederci: “qui arriva, il coronavirus?”, ma: “quando arriva il coronavirus?”. Quello che ora dobbiamo fare – insieme, tutti uniti – è comportarci come ci è stato chiesto per guadagnare tempo, alzare le trincee e rallentare l’impatto del contagio. Lo preciso nuovamente ora che è giunta notizia del primo caso positivo in città
Perché è importante osservare i divieti, accogliere gli inviti, adottare le precauzioni? Per aiutare i nostri medici e infermieri a gestire i ricoveri dei pazienti senza andare in emergenza. Un altro esempio ci aiuta a comprendere: oggi in Puglia abbiamo l’1.80% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, mentre in Lombardia – che è in emergenza – il 50.7% (dati Protezione Civile). Con i nostri comportamenti possiamo evitare che anche la Puglia vada in crisi.
Quando vi invito ad essere responsabili, consapevoli, solidali è per poter tutti insieme rallentare la curva epidemica da Nord a Sud. e gestire – senza farci travolgere – l’epidemia. Occorre uscire da casa solo se strettamente necessario; osservare le distanze di sicurezza quando si è in locali pubblici o aperti al pubblico; interpretare le misure di contenimento con scrupolo anche quando sono inviti e non divieti espressi.
Per questo motivo oggi ho voluto scendere in strada, attraversare i quartieri, entrare nei mercati, parlare con voi cittadini: per rafforzare questo sentimento pubblico. di prudenza, attenzione, precauzione. E fiducia: nelle istituzioni chiamate a prendere decisioni difficili in un conteso complicatissimo.
So bene – come voi – che questa emergenza ci sta impoverendo, che aziende, attività commerciali, studi professionali, Partite Iva sono in apnea. È giusto rivolgere appelli per chiedere al Governo misure di sostegno. Ma quando si è in battaglia prima della conta dei danni c’è la necessità di alzare la bandiera della vittoria: quindi prima tutti uniti per sconfiggere epidemia; poi tutti uniti per rilanciare economia e ridare forza al Paese”.