Dipendenti comunali in stato di agitazione: i sindacati sollevano le criticità del Comune di Conversano
Conversano.
Negli uffici del Comune di Conversano si è aperta una fase di forte tensione che ha ormai superato il livello del malcontento informale, trasformandosi in una presa di posizione collettiva del personale. Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e CSA, a seguito dell’assemblea del personale del 10 gennaio 2026 e con il consenso della maggioranza dei dipendenti, hanno proclamato lo stato di agitazione, portando alla luce una serie di criticità che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sulle prospettive economiche e professionali.
Al centro della vertenza vi è il mancato riconoscimento della performance relativa all’anno 2024, un passaggio che per molti lavoratori rappresenta non solo una questione economica, ma anche il venir meno di un principio di valorizzazione dell’impegno e delle responsabilità assunte all’interno dell’ente. A questo si aggiunge l’assenza della contrattazione decentrata per il 2025, che ha di fatto congelato le spettanze accessorie e privato il personale di un confronto strutturato sulle condizioni di lavoro.
Le organizzazioni sindacali denunciano inoltre la perdita di opportunità legate ai differenziali stipendiali, che avrebbe consentito una progressione economica all’interno delle categorie, e la mancata attivazione delle progressioni verticali in deroga. Elementi che bloccano le prospettive di carriera e alimentano un clima di frustrazione diffusa.
Negli ultimi mesi alcuni dipendenti avevano già manifestato il proprio malessere attraverso gesti individuali, come la rinuncia alle indennità per specifiche responsabilità o la richiesta di trasferimento ad altri uffici. Segnali che, letti alla luce della vertenza proclamata dai sindacati, appaiono come anticipazioni di una crisi più profonda nei rapporti interni.
La proclamazione dello stato di agitazione rappresenta dunque un passaggio significativo: non una rottura improvvisa, ma l’esito di criticità accumulate e rimaste irrisolte. CGIL, CISL, UIL e CSA chiedono certezze, regole chiare e il rispetto degli impegni contrattuali, sottolineando che senza una gestione ordinata e condivisa delle risorse umane diventa sempre più difficile garantire efficienza e qualità dei servizi ai cittadini.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto le legittime rivendicazioni economiche, ma investe il funzionamento complessivo della macchina amministrativa. Una situazione che, se non affrontata nel merito, rischia di produrre effetti duraturi sul clima lavorativo e sulla capacità dell’ente di rispondere alle esigenze della comunità.
Di seguito il link alla lettera ufficiale, con cui i sindacati CGIL, CISL, UIL e CSA hanno formalizzato al Prefetto di Bari lo stato di agitazione proclamato dal personale.
Redazione Web TV Puglia

