Il dialogo fra i popoli ai tempi del Covid-19 e il terrorismo di matrice religiosa, al via la 12° edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo

 

Appuntamento domani dalle 20.30 in Largo Porta Alfonsina a Otranto

 Otranto. Al via domani, martedì 1 settembre, la dodicesima edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo che si svolgerà a Otranto fino a sabato 5 settembre. Numerosi i momenti di approfondimento sul palco di Largo Alfonsina con giornalisti, intellettuali, esperti e istituzioni sui temi del dibattito politico e giornalistico internazionale, aperti al pubblico ma con ingressi monitorati e contingentati secondo le normative di contrasto alla pandemia.

La kermesse, ideata ed organizzata dal giornalista Tommaso Forte con il patrocinio istituzionale della Regione Puglia e della Provincia di Lecce e in partnership con Comune di Otranto, Ufficio della Consigliera di Parità della Regione Puglia, Corpo consolare di Puglia, Basilicata e Molise, entra subito nel vivo dei temi affrontati con il primo dibattito (ore 20.30) “Mediterraneo con la mascherina e scenari geopolitici”, al quale parteciperanno Marco Carnelos, ex ambasciatore italiano in Iraq, Fabio Agostini, Ammiraglio della Marina Militare e comandante missione Eunavform-Med IRINI, Paolo Di Giannantonio, Rai Tg1, Paola Moscardino, La 7.  Modera Cristina Giudici di NuoveRadici.World.

 “Il Mediterraneo – commenta l’ammiraglio Agostini– è, è stato e sarà sempre un punto nodale di scambi culturali ed economici, ma anche di tensioni internazionali, perché si tratta di una vera e propria cerniera fra diversi Paesi, diversi continenti e diversi modi di intendere l’economia. Un’area che, a causa della pandemia ha visto senza dubbio l’acutizzarsi di alcune tensioni che la riguardano, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza, sull’immigrazione e sulle economie degli Stati”.  “Un Mediterraneo – aggiunge Di Giannantonio – più che mai in confusione, e forse anche in crisi di identità. Chi sono gli amici e chi sono i nemici? Difficile dirlo, e ci mancava poi anche il Covid”.

 A seguire (ore 21.30) la presentazione del Master di I livello in Gestione della pace e dei conflitti dell’Università LUM “Jean Monnet”, con Emanuele Degennaro, magnifico rettore della LUM; Francesco Bellino, direttore del Master; Francesco Alicino, docente di Diritto Costituzionale presso la Lum; Nicola Cipriani, docente di Diritto Privato; Valentina Battista, coordinatrice del Master. Modera Tiziana Prezzo, Sky Tg24. “Ci siamo interrogati – spiega il direttore Bellino –  su quale debba essere il ruolo del mondo accademico sul tema della pace. Occorre promuovere una rivoluzione culturale che ribalti l’approccio basato sul conflitto, sull’esempio di Rondine, cittadella della pace toscana e degli insegnamenti di Gandhi. Pensiamo che sia necessaria la formazione di esperti che introducano il tema della pace nella ricerca, nella scienza, nell’economia: un piccolo segnale in questo grande mare di conflitti in cui viviamo”.

 Alle 22.00 l’attenzione si sposterà invece su “Diritti e lavoro: la sfida di essere donne” con Tiziana Prezzo, Sky Tg24; Stella Sanseverino, consigliera di parità supplente della Regione Puglia;  Francesco Bruni, avvocato; Sebastiano Leo, assessore al Lavoro della Regione Puglia; Serenella Molendini, Consigliera Nazionale di Parità. Modera Rosaria Bianco, giornalista.

In chiusura, Il dialogo dopo il Covid-19. Porti, sicurezza, accoglienza, politica euro-mediterranea” con Francesco Mandoj, magistrato; Francesco Alicino, docente di Diritto Costituzionale – Lum; Gigi Spedicato, docente di Sociologia presso l’Università del Salento; Tiziana Prezzo, Sky Tg24. Modera Paolo Di Giannantonio, Rai Tg1.

“Le organizzazioni terroristiche di ispirazione religiosa usano la pandemia per aggiornare la narrazione della loro attività e individuare nuovi motivi per alimentare la guerra all’Occidente”, spiega il professor Alicino, che ha curato la pubblicazione su “Terrorismo di ispirazione religiosa. Prevenzione e deradicalizzazione nello Stato laico”, Editrice APES.  “Così per Al-Shabaab, Al Qaeda e anche Isis, che ha rafforzato la presenza sul web, il Covid-19 è l’intervento divino contro il mondo occidentale, spingendo gli affiliati nella loro guerra. E riuscendo anche a spostare l’attenzione sugli sbarchi dei migranti. Le strutture sanitarie del Sud del Mediterraneo sono, peraltro, ostacolo al controllo della pandemia, di conseguenza i dati OMS non sono del tutto attendibili, e si pongono problemi logistici su come contenere eventuali focolai in arrivo, negli hotspot e nelle stesse imbarcazioni. Il che, al di qua del Mediterraneo, finisce per impattare rovinosamente sull’agenda politica e la narrazione mediatica, alimentando il gioco delle opposte fazioni”.