Museo Archeologico di Santa Scolastica, entro dicembre il completamento delle opere
Entro dicembre 2026 è previsto il completamento delle opere che consentiranno l’apertura a regime del Museo Archeologico di Santa Scolastica, in forma integrata con il Parco archeologico di San Pietro. Questa mattina il sindaco metropolitano Vito Leccese, insieme alla dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari Francesca Romana Paolillo, alla consigliera delegata alla Promozione socio-culturale Francesca Bottalico e al direttore dei lavori Francesco Longobardi, ha effettuato un sopralluogo negli spazi interessati dagli interventi per verificare lo stato di avanzamento delle opere. Al termine dei lavori, la Soprintendenza riconsegnerà alla Città Metropolitana di Bari le aree oggetto degli interventi, consentendone la gestione e l’apertura al pubblico nell’ambito di un nuovo sistema integrato tra il museo e il parco archeologico. «Con il completamento di questi interventi – dichiara il sindaco metropolitano Vito Leccese – Santa Scolastica si prepara a diventare sempre più un luogo centrale per la conoscenza e la valorizzazione della storia archeologica di Bari. Il nostro obiettivo è tenere insieme, in un unico percorso culturale e di visita, il Museo Archeologico e il Parco archeologico di San Pietro, mettendo in relazione le collezioni, gli spazi museali e le testimonianze archeologiche del sito. Entro dicembre contiamo di completare questo importante percorso, restituendo alla città un sistema integrato capace di raccontare la storia di Bari in modo più completo e coinvolgente e di offrire a cittadini e visitatori nuovi spazi, servizi e opportunità di conoscenza». La consigliera delegata Francesca Bottalico sottolinea invece la nuova fase che si apre per il museo, con una visione sempre più contemporanea, aperta, accessibile, inclusiva e sostenibile. Negli ultimi mesi, attraverso il progetto “Vivi il Museo”, gli spazi hanno ospitato musica, arte, incontri e laboratori, favorendo in particolare il dialogo con le nuove generazioni. Da giugno il museo ha registrato circa 6.000 presenze, un dato considerato significativo per ampliare ulteriormente i pubblici e rafforzare il rapporto tra il museo e la comunità.
Una delle principali novità riguarda il secondo piano del museo, dove saranno aperte al pubblico tre nuove sale dell’esposizione permanente, con percorsi dedicati a collezioni e temi diversi ma strettamente collegati alla storia del territorio. La prima sala ospiterà una selezione di gemme della collezione di glittica e una più ampia selezione di monete della collezione numismatica del museo. La seconda sarà dedicata all’età romana, con una selezione di reperti provenienti dalla collezione del Museo Provinciale: vasi, lucerne, marmi, vasellame, vetri e oggetti di uso quotidiano. Nello stesso spazio saranno esposti anche i due tesoretti medievali rinvenuti a Bari. La terza sala racconterà invece la storia dei contatti tra genti e luoghi lontani, attraverso reperti provenienti dai depositi del Museo Provinciale. Il percorso mostrerà come gli scambi abbiano contribuito agli sviluppi tecnici, sociali e culturali della Puglia nel lungo arco di tempo compreso tra la Preistoria e l’età romana. I temi saranno quelli dello scambio delle materie prime, della produzione e del commercio dell’olio e del vino, della produzione e del commercio dell’artigianato ceramico, degli aspetti cultuali e culturali, fino alle vie di terra e alle vie di mare, alle strade e alle rotte che hanno collegato luoghi e popolazioni. Le interconnessioni tra territori saranno raccontate anche attraverso testi e mappe, capaci di evidenziare i rapporti tra luoghi geograficamente distanti ma collegati dalla circolazione di persone, merci, idee e conoscenze. Gli interventi riguardano anche le aree interrate, dove saranno realizzati un’aula didattica, collocata al di sotto del bookshop, e il lapidarium, in prossimità della Sala Polese. Saranno inoltre restituiti alla fruizione i cortili interni con le testimonianze archeologiche conservate nell’area e le passerelle esterne. Una delle passerelle, adiacente alla muraglia, conduce a due terrazze, anch’esse interessate dai lavori; l’altra collega la zona prossima alla Sala Polese con il bastione. La zona soppalcata del bookshop sarà destinata alla caffetteria, ampliando i servizi a disposizione dei visitatori.
Parte integrante del progetto è il completamento del Parco archeologico di San Pietro, destinato a essere collegato al museo attraverso un unico percorso di visita. Nel parco, oltre all’installazione artistica di Edoardo Tresoldi, saranno realizzati un vano destinato ai servizi e uno spazio per l’esposizione dei materiali archeologici rinvenuti a San Pietro durante gli scavi. L’intervento di Tresoldi ha l’obiettivo di rendere nuovamente leggibili, attraverso un linguaggio contemporaneo, i resti degli edifici che hanno caratterizzato le diverse fasi della storia del sito: la chiesa romanica di San Pietro, il convento francescano quattrocentesco e la grande chiesa barocca. Le strutture metalliche realizzate dall’artista, attraverso la loro particolare trasparenza, consentiranno di restituire visivamente i perimetri e i volumi degli edifici, permettendo al visitatore di distinguere le diverse fasi storiche e, allo stesso tempo, di comprendere l’evoluzione del complesso nel corso dei secoli. L’intervento è stato concepito come completamente reversibile, a tutela della conservazione dei resti archeologici, preventivamente consolidati. Il completamento delle opere consentirà così di mettere a sistema il Museo Archeologico di Santa Scolastica e il Parco archeologico di San Pietro, creando un unico percorso culturale nel quale collezioni, testimonianze archeologiche, spazi museali, aree all’aperto e arte contemporanea dialogano per raccontare la storia di Bari e della Puglia in modo più completo, accessibile e coinvolgente. Un nuovo sistema culturale nel quale il patrimonio archeologico non viene semplicemente conservato ed esposto, ma diventa uno strumento per ricostruire la memoria del territorio, le sue trasformazioni e i rapporti che nel corso dei secoli hanno collegato Bari alla Puglia e al Mediterraneo.
</div

