NELLA PINACOTECA METROPOLITANA PARTE IL RESTAURO DELL’OPERA “L’ANNUNCIAZIONE DELL’AMORE”

NELLA PINACOTECA METROPOLITANA PARTE IL RESTAURO DELL’OPERA “L’ANNUNCIAZIONE DELL’AMORE” DI FILIPPO CIFARIELLO FINANZIATO DA COOP ALLEANZA 3.0

Giovedì 21 gennaio, alle ore 11.00, in diretta sulla pagina facebook della Città metropolitana di Bari (https://www.facebook.com/cittametropolitanabari) sarà presentato il restauro de L’annunciazione dell’amore di Filippo Cifariello, opera di proprietà della Pinacoteca metropolitana “C. Giaquinto”, finanziato da Coop Alleanza 3.0. La scultura in gesso dell’artista molfettese ha vinto, infatti, la tappa pugliese di Opera Tua il progetto promosso da Coop Alleanza 3.0, patrocinato anche dal Touring Club Italiano, finalizzato a sostenere la cultura, attraverso la valorizzazione e il recupero di opere d’arte espressione di diversi territori e realizzate da artisti legati a varie regioni d’Italia.

Interverranno Francesca Pietroforte, consigliere metropolitano delegata alla Cultura, Ico, Biblioteca e Musei, Maria Grazia Magenta, Dirigente del Servizio Beni e Attività Artistiche e culturali della Città metropolitana di Bari e, con un videomessaggio, Lorenzo Marzulli, Presidente Soci Coop Alleanza 3.0 (Area Bari-Matera) ed Enrico Bressan, presidente della società Fondaco Italia.

Le opere da restaurare sono state scelte dalla Fondaco Italia, società attiva nella valorizzazione dei beni culturali, in collaborazione con l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco e le istituzioni locali e poi votate on line sul sito di Coop Alleanza 3.0.

L’annunciazione dell’amore scelta dal 71% dei votanti, ottenendo ben 22.294 voti, fu realizzata Filippo Cifariello (1864 – 1936) alla fine del 1800 e presentata alla Biennale di Venezia del 1899. Si tratta di un gruppo per fontana la cui versione in marmo si trova in un museo di Boston, mentre il bronzo fu acquistato e collocato nel giardino di una villa privata di Napoli. Il gruppo scultoreo fa parte di una raccolta di quarantatré gessi, quasi tutti modelli originali, che nel 1934 lo scultore donò all’allora Pinacoteca Provinciale di Bari.