CULTURA

PUTIGNANO, UNO SPETTACOLO TEATRALE PER NON DIMENTICARE

Venerdì 30 gennaio l’APS Onde Culturali celebra la Giornata della Memoria 2026 con “Io c’ero”, lo spettacolo ispirato alle testimonianze dei sopravvissuti della Shoah.

A Putignano non si spegne la lampada della memoria per gli orrori nazifascisti della Shoah. Venerdì 30 gennaio, alle ore 19:30, nella chiesa delle Carmelitane, l’APS Onde Culturali porterà in scena uno spettacolo teatrale in cui riecheggeranno le voci di alcuni testimoni delle persecuzioni naziste.

“Io c’ero” – questo il titolo della rappresentazione – raccoglie passaggi delle testimonianze dei sopravvissuti per dare seguito alle loro parole e ribadire l’impegno a non dimenticare.

Per la regia di Nico Beffa, Debora Simone e David Romanazzi interpreteranno le storie dei deportati, conducendo il pubblico nei luoghi e nel clima violento, fisico e psicologico, che milioni di persone hanno dovuto affrontare “per la sola colpa d’esser nate”.  L’evento, patrocinato dalla Città di Putignano, prosegue l’impegno dell’APS nella “strada della memoria”, iniziato già a novembre con la partecipazione al progetto “Il Treno della Memoria”. Grazie al contributo dell’associazione, una giovane di Putignano nelle prossime settimane raggiungerà i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, per toccare con mano la testimonianza degli orrori della Shoah. Durante la serata, ad accesso libero e gratuito, interverranno anche le istituzioni locali e alcuni testimoni del “treno della memoria”. In apertura, sarà ascoltato l’intervento dello storico terlizzese Giovanni Capurso sulla figura di don Pietro Pappagallo, sacerdote trucidato nell’eccidio delle Fosse Ardeatine e unico pugliese proclamato Giusto tra le Nazioni.  “Come APS Onde Culturali – dichiarano gli organizzatori – non abbiamo voluto sottrarci all’impegno di ricordare quanto accaduto oltre 80 anni fa. Crediamo fermamente che anche e soprattutto nei tempi complicati che viviamo sia doveroso non voltarsi dall’altra parte, ma custodire la storia, ricordarla e farla conoscere, affinché non venga ripetuta. Lo facciamo riecheggiando la voce dei sopravvissuti, che molti di noi purtroppo non hanno mai incontrato di persona.”

Associazione di Promozione Sociale “Onde Culturali”