Tra le Terre Lente – Cerrate, tra Oriente e Occidente
Il viaggio di “Tra le Terre Lente” prosegue nel cuore più profondo della memoria pugliese, dove la storia non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nei luoghi, nelle pietre e nelle trasformazioni del paesaggio. Dopo l’apertura sul mare, il racconto si sposta nell’entroterra salentino, in uno spazio in cui il tempo rallenta e si stratifica, diventando materia visibile nella pietra, nell’architettura e nei segni della spiritualità. La seconda tappa ci conduce all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, uno dei complessi monastici più significativi del Medioevo pugliese, luogo in cui si intrecciano culture, linguaggi e tradizioni differenti. Un’abbazia che affonda le sue radici nel periodo normanno e nella presenza basiliana nel Salento, dove mondo latino e mondo bizantino si incontrano, generando una identità culturale complessa e stratificata. Secondo la tradizione, la sua origine è legata al re normanno Tancredi d’Altavilla e a un episodio leggendario che unisce natura e sacro. Ma al di là del mito, Cerrate nasce probabilmente nel XII secolo, come insediamento dei monaci basiliani provenienti dall’Oriente bizantino. Qui prende forma una comunità monastica organizzata, fatta di preghiera e lavoro intellettuale, di copiatura dei testi, di cultura e di memoria scritta. Lungo l’antica via tra Brindisi, Lecce e Otranto, l’abbazia non è mai un luogo isolato: è un nodo vivo del territorio, immerso in un paesaggio agricolo fertile e dinamico. Nel corso dei secoli si trasforma profondamente: da monastero a grande centro agricolo, fino alla gestione dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli. Stalle, frantoi ipogei, mulino: Cerrate diventa anche macchina produttiva. Poi la frattura. Nel 1711 il saccheggio dei pirati turchi segna l’inizio del declino, che attraversa anche il XIX secolo, fino all’abbandono. Bisogna attendere il 1965 per un primo intervento di recupero, e il 2012 per una svolta decisiva: l’affidamento al FAI – Fondo Ambiente Italiano, che ne avvia una nuova stagione di studio e restauro insieme a università e centri di ricerca. Oggi Cerrate non è un museo statico, ma un luogo vivo, stratificato, dove convivono due anime: quella spirituale del grande centro basiliano e quella rurale della masseria salentina. In questa doppia identità si riflette il senso di “Tra le Terre Lente”: raccontare luoghi in cui il tempo non scorre in linea retta, ma si accumula, si intreccia, continua a parlare. Cerrate diventa così simbolo di una Puglia che non conserva soltanto il passato, ma lo riattiva e lo restituisce come parte viva del presente. Un luogo che non si guarda soltanto: si attraversa, si comprende, si ascolta.
Buona Visione

