Valore Futuro. Polo Museale, Loiacono a chi lo voleva regalare? Prevista una esternalizzazione da oltre 700mila euro che avrebbe escluso la città e i suoi beni culturali.

Comunicato Stampa

L’amministrazione Loiacono si era trasformata in una macchina guidata col solo scopo di creare attorno a sé spicciolo consenso elettorale. Altro che emergenza e bene della città!

Priva di scrupoli e buonsenso, si era impegnata su fronti che col tempo si sarebbero rivelati del tutto improduttivi. È questo il caso della delibera del 16 maggio 2020 relativa alla esternalizzazione dei servizi di gestione del Polo museale e di promozione turistica della città.

Come spieghiamo in questo comunicato, si tratta di un bel regalo da ben €720.500 ad una società esterna ma senza tutele né per i nostri beni culturali né per la città.

Studiando la delibera è evidente che da parte di Loiacono ci fosse tutta la fretta di aggiudicare ad ogni costo questo servizio. Lo si deduce dal fatto che il documento non è accompagnato dalla realizzazione di un progetto di fattibilità. Alla Giunta non interessava capire se il loro progetto fosse realizzabile o meno. L’importante era far vedere che si stava facendo qualcosa. E a che costo! Ma su tutto, l’aspetto più clamoroso è il mancato coinvolgimento della III Commissione (a chi dare la colpa ora che Andrea Colapinto non è più Presidente?) e del Consiglio Comunale tutto su un tema così decisivo.

È opinione comune tra i massimi esperti del settore (basta studiare i report giusti e non fare le cose a caso) che la totale esternalizzazione di un servizio del genere non sia vincente ai fini strategici. Piuttosto è auspicabile un accorpamento gestionale e organizzativo che consentirebbe un migliore coordinamento degli interventi, un incremento della qualità dei servizi e una diminuzione dei costi diretti e indiretti a carico del comune.

Nel progetto di Loiacono, invece, la città viene di fatto lasciata fuori. Avrebbero affidato museo e castello con una delega in bianco ad una società esterna senza che il Comune potesse dire la propria. Diciamola così: voi lascereste il salotto di casa vostra in mano a degli sconosciuti liberi di spostarvi i mobili a loro piacimento (regalandogli anche €720.500)? Noi no.

Sarebbe stato più corretto individuare lo status giuridico più idoneo come la compartecipazione attiva del Comune. Questo garantirebbe nel tempo una continuità gestionale e qualitativa (a prescindere dall’avvicendamento politico amministrativo) ed anche il contenimento della spesa.

La miopia della ex amministrazione in tema di valorizzazione del nostro patrimonio è palese se osserviamo come abbia rifiutato di unificare la gestionale e la valorizzazione di tutti i beni culturali di Conversano e del suo territorio: le varie realtà del Polo Museale, i più importanti monumenti storici ed ecclesiastici (Castello, Marchione, Cattedrale San Chiese San Cosma, San Benedetto, S.M. Isola, Carmine), i siti archeologici territoriali (Villaggio di Castiglione e Torre, aree archeologiche urbane ed extraurbane, grotte, ecc.), i beni architettonici ambientali-paesaggistici (“Villa Garibaldi, il Boschetto, Edicole votive, Cappelle rurali, Riserva Naturale Regionale dei Laghi e Gravina di monsignore), sono completamente ignorati nella delibera e nel capitolato.

Ci ritroviamo con una delibera in cui manca qualsiasi riferimento alla comunicazione istituzionale e alla trasparenza gestionale nei confronti delle comunità scientifiche e della collettività (parliamo di annual report) e l’assenza di riferimenti agli standard (minimi) fissati dal  D.M. del Ministro per i beni culturali del 10 maggio 2001, del 21 febbraio 2018 e successive modificazioni e integrazioni, stabilite d’intesa con ANCI, UPI, ICOM (International Council of Museums).

Infine, e questo è parte integrante della nostra proposta fin dalla campagna elettorale del 2018, crediamo che si debbano perseguire ambiziosi standard scientifici e finalità didattico-educative (come vuole l’Art. 115 del Codice dei Beni Culturali). Ovvero riteniamo sia fondamentale la costituzione di un Comitato Scientifico che fissi i criteri tecnico-scientifici e gli standard di funzionamento del polo museale sulla base dei principi stabiliti dal Regolamento istitutivo del medesimo Polo (Delibera Consiglio comunale n. 11 del 23-02-2007, Deliberazioni di G. M. n 104 del 14/06/2007 e n. 197 del 27/12/2007).

Tutto questo da Loiacono non era previsto.

Come mai allora tanta fretta?

Perché non fare le cose per bene confrontandosi in Commissione, in Consiglio e con gli operatori del settore?

Solo propaganda politica o c’è sotto qualcos’altro?

E poi, cosa c’entra tutto questo con l’emergenza covid-19, data la spesa enorme per il Comune?

Speriamo che il Commissario faccia chiarezza!

Andrea Colapinto

Tania Fanigliuolo

Ilaria Di Palma

 

la delibera n° 80 del 2020

delibera_giunta_n_80