Vino: Stefàno (Pd), “Puglia perde occasione buona per rispondere alle esigenze dei produttori”

“La Regione Puglia perde ancora una volta l’occasione per fare la cosa giusta e rispondere adeguatamente alle esigenze reali del sistema produttivo. Eppure, sarebbe bastato dare ascolto alla voce degli organismi rappresentativi e alle lamentele dei produttori che faccio mie”. È quanto afferma, attraverso facebook, il senatore pugliese Dario Stefàno, promotore delle norme sull’enoturismo, a proposito del provvedimento della giunta regionale della Puglia per incentivare la distillazione di vini non a denominazione d’origine.

“Quella presa dalla Regione è una decisione che non tiene conto della realtà: oggi le cantine pugliesi, così come viene espresso attraverso le associazioni di categoria, non hanno giacenze in cantina di vini non a denominazione tali da ritenere indispensabile procedere con la distillazione. Di più: le giacenze di vini di bassa qualità sono addirittura inferiori allo scorso anno. Il dramma vero, allora, dovendo fare i conti con gli effetti devastanti della pandemia colpisce proprio i vini di qualità. È su quelli che bisogna intervenire con stanziamenti di gran lunga superiori”.

“In sostanza – e fa rabbia doverlo ammettere – è una misura – continua il senatore – che non serve a niente, perché i 2,8 milioni di euro stanziati si rivolgono ad aziende che non hanno a che fare con il futuro della Puglia. Speriamo che il timido tentativo di apertura della Regione nei confronti dei vini a denominazione d’origine si trasformi in un’azione coraggiosa, un provvedimento d’urgenza, che obbedisca veramente alla ratio di essere “extra legem”, per dare davvero un concreto sostegno a tutte le cantine che producono vini di qualità e che fanno grande il nome della Puglia, costrette a fare i conti con una eccessiva burocrazia che aggrava i danni causati dal Covid”.

“Forse sfugge ancora – conclude – che i dati degli arrivi negli aeroporti pugliesi sono disastrosi, che le cantine sono vuote, che il turismo, al di là del turismo di prossimità, non si traduce in numeri utili. Ma sfugge anche che la negligenza e il ritardo, insieme all’incapacità di leggere la realtà e capire la necessità, possono fare anche più danni”.