“Al via la prima fase del sostegno economico per disabili gravissimi, si faccia presto”

Una nota del consigliere regionale Mario Conca.
“Dal 27 maggio, e fino alla stessa ora del 26 giugno 2020, si potranno presentare le domande per accedere al contributo economico per disabili gravissimi non autosufficienti. La prima fase è riservata alle persone la cui condizione di gravissima non autosufficienza è stata già accertata nell’ambito di procedure similari, come ad esempio il vecchio bando dell’assegno di cura. A partire da oggi, muniti di codice famiglia e collegandosi al link bandi.pugliasociale.regione.puglia.it, sarà possibile caricare al propria domanda sul portale. La presentazione delle domande per la seconda fase sarà riservata alle persone la cui condizione di gravissima non autosufficienza non è stata già accertata dalle aziende sanitarie locali nell’ambito di procedure similari, e con le stesse modalità della prima, a decorre dalle ore 14.00 del 9 giugno 2020 e termina alle ore 14.00 del 9 luglio 2020.

E’ opportuno ricordare che tale misura nei fatti sostituisce l’Assegno di Cura, non è una indennità aggiuntiva come si voleva far credere ma sostitutiva, e prevede l’erogazione di 800 euro mensili, anziché i 900 del precedente bando, per il periodo che va da gennaio a luglio 2020, per un totale complessivo di 5600 euro. Con le risorse stanziate prevedono di garantire il sostegno a più di 7 mila persone, ma, ovviamente, da agosto p.v. si tornerà a parlare del nuovo bando dell’assegno di cura che tante illusioni ha ingenerato.. E’ doveroso ricordare, infatti, che più di tremila disabili gravissimi, non hanno percepito l’assegno di cura per 18 mesi (luglio 2018 – dicembre 2019) perché la giunta non ha trovato risorse per gli ammissibili e non finanziabili, oltre che i doppiamente sfortunati ex aequo malgrado le promesse reiterate.
Stante il perdurare della situazione di stallo, auspico consenquenzialità e celerità nell’espletamento delle procedure, affinché si possano lenire le drammatiche quotidianità di migliaia di famiglia che da tempo sono senza sostegno economico e, soprattutto, senza servizi sanitari”./comunicato