Conversano, torna Lector in Scienza: dal 7 al 9 maggio la quinta edizione dedicata a etica, IA e trasformazioni sociali
Dal 7 al 9 maggio 2026 Conversano ospita la quinta edizione di Lector in Scienza, il festival di divulgazione scientifica promosso dalla Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e Rai Radio3, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia – Dipartimento Turismo e Cultura e del Comune di Conversano.
Il tema: il “futuro conteso” tra scienza ed etica
Per tre giorni il Monastero di San Benedetto, sede della Fondazione Di Vagno, sarà il centro del dibattito su intelligenza artificiale, etica e trasformazioni sociali, con ricercatori, divulgatori, scrittori e docenti provenienti da tutta Italia. Il festival si propone di riflettere sul ruolo della scienza tra ricerca, pace e uso responsabile dei dati, aprendo la programmazione culturale della Fondazione “I Granai del Sapere”, in attesa della prossima edizione di Lectorinfabula. La scienza viene proposta non come ambito separato, ma come parte integrante di un sistema complesso che incide direttamente sulla vita quotidiana e sulle scelte collettive.
Le domande chiave del festival
Nel dibattito centrale emergeranno interrogativi cruciali:
- quali sono i limiti dell’intelligenza artificiale?
- come regolamentare l’uso dei dati?
- la scienza può ridurre le disuguaglianze o rischia di ampliarle?
Il programma affronterà inoltre il rapporto tra scienza e pace, l’impatto dell’innovazione tecnologica sul lavoro e le trasformazioni sociali legate all’IA, con un’attenzione particolare alle nuove disuguaglianze generate dal progresso digitale.
Gli interventi istituzionali
Alla conferenza stampa di presentazione, svoltasi nel Rettorato dell’Università di Bari, sono intervenuti il rettore Roberto Bellotti, il prorettore Vito Peragine, la presidente della Fondazione Di Vagno Daniela Mazzucca, il direttore del festival Filippo Giannuzzi e, in collegamento, Marco Motta (Rai Radio3 Scienza).
Bellotti ha sottolineato il ruolo strategico dell’università nella ricerca sull’intelligenza artificiale e la necessità di un suo governo consapevole e condiviso. Mazzucca ha posto l’accento sul rapporto tra dati, potere e conoscenza, richiamando il tema del capitalismo della sorveglianza e la necessità di un uso responsabile delle informazioni. Giannuzzi ha evidenziato come la scienza rappresenti oggi un ambito decisivo sia per le applicazioni positive (clima, salute, medicina) sia per le implicazioni politiche e sociali.

Il concorso “In un cielo lontano – Premio Rossella Panarese”
Durante il festival saranno presentati i podcast realizzati dagli studenti delle scuole superiori pugliesi nell’ambito del concorso dedicato alla giornalista e conduttrice Rai Rossella Panarese. Il progetto, realizzato con Rai Radio3, promuove la divulgazione scientifica tra i giovani attraverso la produzione di podcast originali (fino a 8 minuti), tra reportage e narrazione fiction, dedicati al ruolo della scienza nella costruzione della pace.
Il tema 2026: “Un vaccino contro la guerra”
Il concorso si concentra sul rapporto tra scienza e conflitti: dall’uso delle conoscenze scientifiche nelle guerre del Novecento fino alle attuali applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito militare. Il tema invita a riflettere sul contributo della comunità scientifica alla pace, richiamando anche il celebre Manifesto Einstein-Russell del 1955 e le successive esperienze internazionali di cooperazione scientifica, dal CERN di Ginevra all’ICTP di Trieste fino al laboratorio SESAME in Giordania.

