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Nell’Agorà del Consiglio Regionale, Aldo Cazzullo ha presentato il suo libro “Francesco il primo degli italiani”.

Nell’Agorà del Consiglio Regionale Aldo Cazzullo presenta “Francesco il primo degli italiani”

Non esiste un numero preciso di autori che abbiano dedicato opere alla figura di Francesco. Storici, religiosi, romanzieri e poeti ne hanno studiato tanto il personaggio storico quanto la sua spiritualità: l’uomo gentile e paziente, ma anche colui che non teme il cambiamento, né il prezzo che spesso se ne paga.

Eppure, per quanto se ne sia scritto e letto, il desiderio di conoscere Francesco sempre un po’ di più resta forte, sia in chi ha già tanto letto sia in chi gli si avvicina per la prima volta.

Tantissimi ragazzi erano presenti anche questa mattina nell’Agorà del Consiglio Regionale, dove il Segretario Generale Mimma Gattulli ha dialogato con Aldo Cazzullo, che a settembre ha offerto ai lettori il libro “Francesco, il primo degli italiani”.

L’incontro è stato introdotto da Giampiero Pisanello, direttore del Salento Book Festival, tra i selezionati dell’Avviso della Biblioteca del Consiglio, Teca del Mediterraneo, che premia i migliori progetti volti a promuovere la lettura e la scrittura tra la popolazione pugliese.

Tra giovani e meno giovani presenti oggi in Agorà, le delegazioni di quattro Istituti superiori del barese:

  • IISS Mons. Bello Salvemini – Molfetta
  • IISS Luigi Russo – Monopoli
  • ITET De Viti de Marco – Triggiano
  • Liceo Cartesio – Triggiano

Cazzullo utilizza un tono pacato, conducendo il pubblico all’unica conclusione per lui possibile:

«Francesco è uomo senza tempo, capace di rivelazioni profetiche, dallo sguardo rivolto al futuro. Oggi che la Terra è in pericolo, che la specie umana rivela tutta la sua fragilità, l’insegnamento di Francesco è più attuale che mai».

Secondo l’autore, il mondo ha nuovamente bisogno di Francesco in un momento della Storia che allora subì gli albori della borghesia e oggi affronta la sua trasformazione, che allontana sempre più i potenti dai vecchi e nuovi poveri.

Il pensiero dell’autore emerge netto nelle domande stringenti di Mimma Gattulli: le risposte date da Francesco a una vita che non condivideva possono essere ancora oggi d’esempio.

Riecheggia, con una differenza fondamentale, il Francesco narrato da G.K. Chesterton: anche allora l’autore indicava alla società di inizio ‘900 le scelte senza paura compiute da Francesco. Ma Cazzullo sottolinea che queste scelte rappresentano un cambiamento radicale, maturato dal giovane Francesco come atto intimo di consapevolezza personale, che lo portò da Bernardone a diventare San Francesco, patrono d’Italia.