Revoca delle deleghe a Berti: Il Consigliere Comunale Maurizio Galiano commenta la revoca delle deleghe a Berti.
Il consigliere di minoranza del Comune di Conversano, Maurizio Galiano, contattato dalla nostra redazione insieme ad altri membri del Consiglio comunale, ha voluto condividere con noi la sua dichiarazione, che pubblichiamo ringraziandolo per la disponibilità.
Caro Direttore,
La ringrazio per l’attenzione e per l’opportunità offerta di chiarire, nell’interesse dei cittadini, il quadro politico e amministrativo che si è venuto a determinare a seguito della revoca delle deleghe all’assessore Dario Berti.
Da diversi mesi, in Consiglio comunale si respira un clima di evidente difficoltà: pochi atti rilevanti, una qualità amministrativa in progressivo indebolimento e una maggioranza sempre più frammentata. Il modello di gestione accentrata che ha caratterizzato l’azione del Sindaco negli ultimi anni mostra oggi tutti i suoi limiti, rendendo complicato mantenere coesione politica e capacità decisionale. Dopo l’uscita di Mario Loiacono dalla maggioranza, anche Sebastiano Cascella ha scelto una posizione di indipendenza. Altri consiglieri, come Moramarco, Di Vagno e Fanelli, manifestano da tempo un disagio politico che si traduce spesso nell’astensione. Si tratta di segnali chiari, pubblici e reiterati, che restituiscono l’immagine di una maggioranza numericamente e politicamente fragile. In questo contesto si inserisce la decisione del Sindaco di revocare le deleghe ad un solo assessore, scelta assunta in modo unilaterale e senza un confronto preventivo nella sede naturale del dibattito democratico, il Consiglio comunale. Una decisione che rafforza l’idea di una gestione fortemente personalistica, nella quale il dissenso interno viene affrontato non attraverso il dialogo politico, ma mediante atti autoritativi. È opportuno chiarire che non è l’opposizione ad aver costruito la narrazione contenuta nel comunicato diffuso sulla pagina istituzionale del Comune – modalità già di per sé discutibile – ma la responsabilità delle scelte politiche e delle loro conseguenze ricade esclusivamente su chi governa e su chi ha deciso di esercitare il potere in forma accentrata, senza favorire reali momenti di condivisione.
L’ultimo Consiglio comunale ha offerto una fotografia inequivocabile: cinque consiglieri (compreso il sindaco) rimasti a dare supporto alla maggioranza e sette invece all’opposizione. Un dato politico che va oltre i singoli nomi e che segnala una crisi strutturale dell’attuale assetto amministrativo. Non si tratta di “mettere alla graticola” singole persone, ma di interrogarsi seriamente su dove risieda oggi la responsabilità di una paralisi sempre più evidente. Dopo quindici anni di governo Lovascio, tra annunci, promesse e una gestione fortemente personalizzata, la città appare più fragile, meno competitiva e priva di una visione strategica condivisa. Conversano, un tempo punto di riferimento per il territorio, oggi fatica a tenere il passo. È una constatazione che pesa, ma che non può essere elusa.
Alla luce di tutto questo, ritengo che il vero nodo non sia più la semplice resistenza politica, bensì la capacità di avviare una riflessione seria e onesta sul valore e sugli esiti dell’azione amministrativa svolta. E questa riflessione non è richiesta soltanto dall’opposizione: emerge nei fatti anche all’interno della stessa maggioranza. Come consigliere di opposizione, ritengo doveroso affermare che esiste la volontà di costruire una prospettiva alternativa fondata su metodo, trasparenza, partecipazione e responsabilità istituzionale. Non una contrapposizione sterile, ma un lavoro politico orientato a restituire centralità al Consiglio comunale, dignità al confronto democratico e concretezza all’azione amministrativa, ma soprattutto trasparenza e condivisione.
La domanda che oggi dovrebbe guidare tutti è semplice ma decisiva: cosa è stato realmente lasciato in eredità alla città in questi anni? Quali scelte hanno prodotto sviluppo, coesione e opportunità? Quali semi sono stati piantati affinché oggi possano germogliare buone pratiche e una visione condivisa del futuro? Purtroppo il bilancio appare modesto, segnato da scarsa trasparenza, limitata condivisione e un confronto spesso ridotto al minimo indispensabile.
Spetterebbe ora alla massima assise cittadina valutare come utilizzare responsabilmente i mesi che ci separano dalla prossima tornata elettorale, con l’auspicio che essa possa aprire una nuova fase politica, fondata su un metodo di governo più aperto, concreto e partecipato, capace di lasciare tracce positive e durature, come avvenuto in stagioni amministrative che ancora oggi vengono ricordate per il loro valore. Concludo formulando un auspicio per il 2026: che Conversano possa ritrovare un nuovo slancio culturale e politico, ispirato a un rinnovato spirito illuminato, capace di nutrire idee, responsabilità e visione in un tempo che appare sempre più arido ma che può ancora essere fecondo, se affrontato con serietà e coraggio.
Auguroni a lei ed a tutta la città di Conversano.
Cordiali saluti,
Maurizio Galiano

