CULTURAEDITORIALEFormat TVRedazionale DirettoreRiti Religiosi

Sant’Oronzo, la fede e la tradizione: Turi celebra il suo Patrono

A Turi, la festa di Sant’Oronzo è molto più di una ricorrenza religiosa: è un’eredità che attraversa la storia e plasma l’identità dell’intera comunità. Ogni anno, il paese si prepara a rivivere riti, usanze e momenti che si tramandano da generazioni, trasformando l’evento in un appuntamento corale e atteso. In questi giorni, Turi torna a onorare il suo Patrono con un programma denso di appuntamenti: celebrazioni liturgiche, processioni, la suggestiva Grotta di Sant’Oronzo, la storica Fiera, le bande musicali, le luminarie e gli eventi civili. Il cuore della Festa Grande batte il 25 e 26 agosto, quando la tradizionale discesa del Santo alla Grotta e il solenne ritorno in paese sul Carro Trionfale, trainato dalle sei mule, alimentano una partecipazione popolare che ogni anno rinsalda il legame profondo tra Sant’Oronzo e la comunità turese.

Ma la devozione verso il Santo non si ferma ai confini di Turi: si estende a gran parte della Puglia. Da Lecce, dove Sant’Oronzo fu Vescovo e Patrono, a Ostuni, Botrugno, Andrano, Caprarica di Lecce, Campi Salentina, Diso, Muro Leccese, Surbo e Vernole, il culto si declina in forme diverse – processioni, pellegrinaggi, cavalcate, feste popolari e antiche usanze – ognuna delle quali racconta la specificità di una comunità, ma tutte accomunate dalla stessa fede. Questa varietà di luoghi, associazioni, comitati, parrocchie, enti locali e istituzioni restituisce la dimensione di un fenomeno religioso e culturale che abbraccia un territorio ben più ampio. Durante le festività oronziane, ogni comunità si stringe attorno al Santo secondo le proprie modalità, conservando tradizioni diverse ma unite da un filo rosso di devozione.

Il nostro breve docufilm nasce dalle immagini raccolte dalle nostre telecamere nel corso degli anni: un viaggio attraverso feste, processioni, celebrazioni, testimonianze e incontri che permette di cogliere, anche solo per frammenti, l’enorme portata dell’evento e il coinvolgimento di moltissime realtà – fedeli giunti persino dall’estero, rappresentanti della Chiesa, associazioni, amministrazioni comunali e istituzioni regionali e nazionali. Tra le tappe più significative di questo lungo cammino c’è il Giubileo Oronziano del 2018, che per Turi rappresentò un periodo straordinario protrattosi per oltre un anno. In quei mesi, la città fu al centro di numerose iniziative e accolse autorità ecclesiastiche, istituzionali e migliaia di fedeli; fu anche un’importante occasione per far conoscere Turi e il suo patrimonio religioso e culturale, ottenendo visibilità ben oltre i confini locali. Da quell’esperienza nacquero nuove relazioni con altre realtà legate al culto, tra cui Nin, in Croazia, gettando le basi per una rete di collaborazioni che si sarebbe consolidata negli anni successivi.

Oggi, quel percorso trova espressione concreta nell’Associazione delle Città Oronziane e nel progetto delle Vie Oronziane. Nel 2022, nove Comuni sottoscrissero la convenzione per mettere in rete le diverse comunità sotto il segno del Santo, con l’obiettivo di unire devozione, cultura, valorizzazione territoriale e promozione turistica; nei mesi successivi, anche altri centri, tra cui Lecce, hanno aderito, portando l’associazione agli attuali undici Comuni. Nel 2025, un ulteriore protocollo d’intesa – firmato da amministratori, parroci, vescovi e arcivescovi – ha rafforzato il progetto, dando impulso allo sviluppo del Cammino di Sant’Oronzo e al suo inserimento nel sistema dei cammini religiosi. Il nostro racconto, quindi, non si ferma al 2018: attraverso le immagini realizzate fino a oggi, il docufilm restituisce non solo la continuità della Festa di Sant’Oronzo, ma anche la crescita di una rete di comunità, tradizioni e relazioni che va ben oltre la singola celebrazione patronale. Un viaggio nella fede, nella memoria e nelle tradizioni di Turi e delle comunità oronziane pugliesi, nel segno di un Santo che continua a unire persone e territori.