Sì all’unanimità della V Commissione alla legge di istituzione del Parco Costa Ripagnola

Sì all’unanimità della V Commissione alla legge di istituzione del Parco Costa Ripagnola

E parco sia. La V Commissione presieduta da Mauro Vizzino ha approvato all’unanimità il disegno di legge con il quale la Regione istituisce il Parco naturale regionale “Costa Ripagnola”.

Sono stati accolti buona parte degli emendamenti del Comune di Polignano, presentati in Commissione con la firma del consigliere Fabiano Amati, che comunque, in linea con quanto annunciato dall’assessore Pisicchio, si potrà riservare in Aula ulteriori approfondimenti di natura politica e tecnica.

Le aree naturali regionali, lo ricordiamo, rappresentano un importante laboratorio per la conservazione e l’implementazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici attraverso lo sviluppo di attività sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Conservazione e tutela vanno considerati all’interno delle aree protette insieme ad uno sviluppo controllato, che può essere legato ad attività sostenibili in ambito turistico (accoglienza e ristorazione), piccola imprenditoria artigianale, prodotti agricoli di qualità o con marchi distintivi. L’agricoltura e la selvicoltura rappresentano elementi portanti per la gestione di tali aree contribuendo in maniera determinante al mantenimento di habitat naturali e del paesaggio rurale. Le aree naturali protette costituiscono a loro volta opportunità per il territorio.

In conformità con le leggi nazionali questo disegno di legge di legge che istituisce il Parco Costa Ripagnola, è finalizzato a garantire e promuovere la conservazione, il recupero e la valorizzazione del patrimonio naturale presente nei territori dei Comuni di Monopoli e Polignano a Mare di Polignano a Mare.

L’area è caratterizzata da rilevante valore paesaggistico e naturalistico, nonché da grande interesse dal punto di vista speleologico in quanto risultano presenti numerose e importanti grotte terrestri e marine sommerse e semisommerse ed emergenze geologiche. Il tratto di costa presenta alcuni significativi elementi del reticolo di lame, in particolare nella zona di Pozzo Vivo, Torre Incine, S. Vito e San Giovanni. Dal punto di vista antropologico e culturale, in tale area si evidenzia la presenza di testimonianze di antropizzazione del territorio che mostrano la continuità di frequentazione in un arco temporale cha va dal paleolitico ad oggi, con la presenza diffusa di elementi emergenti quali la divisione fondiaria, i muretti a secco, i trulli, i pozzi ed altri elementi tipici del paesaggio rurale. In relazione agli aspetti archeologici, si evidenzia che l’area in esame ricade in un comprensorio territoriale in cui sono noti rinvenimenti archeologici, sia terrestri sia subacquei, e segnalazioni relative ad insediamenti sparsi di natura antropica che hanno caratterizzato, senza soluzione di continuità, periodi diversi, compresi tra l’età preistorica e la tarda età medievale.

Le aree ricomprese all’interno della zona 1 sono state individuate fra gli ambiti territoriali a rilevante valore naturalistico, paesaggistico e storico culturale: le stesse coincidono con le aree non antropizzate, con la presenza di boschi, di aree archeologiche, di habitat o di Zone Speciali di Conservazione (lo Scoglio dell’Eremita) e con gli ambiti che uniscono particolari aspetti di rilevanza naturalistica, paesaggistica e storica culturale con elementi antropici, in particolare attinenti all’attività economica primaria. Le aree ricomprese nella zona 2 sono tutte quelle aree edificate che presentano nuclei abitati e/o produttivi. La aree ricomprese nella zona 3 sono tutte quelle aree che sono parte di centri edificati o di frazioni di centri edificati.

In virtù poi della vocazione prettamente turistica delle aree oggetto di perimetrazione si è deciso di prevedere la possibilità di concedere deroghe ai divieti solo per rilevanti motivi di interesse pubblico e, comunque, nel rispetto delle finalità istitutive dell’area protetta e ferme restando le tutele previste dalla disciplina vigente in materia di paesaggio e beni culturali.